COP26, DRAGHI: SINGOLI PAESI NON DANNO RISPOSTE, LO SCONTRO NON SERVE

COP26, DRAGHI: SINGOLI PAESI NON DANNO RISPOSTE, LO SCONTRO NON SERVE

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Dopo il risultato del G20 di Roma in cui si è fissato un limite di 1,5 gradi al riscaldamento della Terra, il presidente del Consiglio Mario Draghi, arrivato a Glasgow per la Cop26, ha avvisato: “Bisogna andare oltre, molto di più” e “agire in modo rapido e deciso”. Come riporta LaPresse il premier ha guardato alle nuove generazioni “che ci giudicheranno per quello che otterremo” per questo bisogna “ascoltarle e imparare da loro”. Fuori dal centro congressi del Cop26 ci sono infatti i giovani ambientalisti guidati da Greta Thunberg, che – sostengono – dei blablabla non ne vogliono più sapere. I soldi ci sono, assicura il presidente del Consiglio italiano “parliamo di decine di migliaia di miliardi di dollari. Ma ora dobbiamo utilizzarli. Ora dobbiamo trovare modi intelligenti per spenderli, e spenderli velocemente”. Questa Cop26, insiste “deve essere l’inizio di un nuovo slancio, un salto quantico nella nostra lotta contro il cambiamento climatico”. La Conferenza dell’Onu, sotto la presidenza inglese e italiana, tuttavia parte in salita. L’India, con il premier Narendra Modi, fissa al 2070 la data per raggiungere emissioni zero, di gran lunga lontano dai buoni propositi del G20, che vedeva come data plausibile il 2050. Draghi non ci sta: “I singoli paesi non possono dare risposte sul clima”. E poi avverte: “Con lo scontro non si arriva a niente, spero si vada più in là dei risultati del G20”. Per il premier, infatti, “ci sono comportamenti poco coerenti e questo indebolisce la posizione dei Paesi molto virtuosi. Non credo si ottenga molto sul clima indicando i Paesi colpevoli e i Paesi innocenti, perché i colpevoli sono moltissimi e gli innocenti sono pochissimi, con lo scontro non si arriva a niente”.

(Foto di repertorio)

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