UOVA, TRA SOFFERENZE ED ILLEGALITA'

UOVA, TRA SOFFERENZE ED ILLEGALITA'

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Lo diciamo dal 1997: l’allevamento delle galline ovaiole è una vergogna per gli animali, per il loro sfruttamento intensivo, per la totale soppressione di ogni esigenza etologica nelle gabbie della zootecnia intensiva che piega la natura degli animali alle esigenza di somministrare proteine animali a basso costo. La LAV è da tanti anni impegnata in questa battaglia di emancipazione delle galline ovaiole e nel superamento di un metodo di allevamento intensivo che gli studi della comunità scientifica e l’etica delle persone ha condannato senza alcun appello. Eppure di questi epocali cambiamenti non tutti ne hanno preso atto. Proprio oggi, finalmente, un settimanale svela con un’ampia inchiesta le illegalità di questo sistema zootecnico che denunciamo da anni e le responsabilità delle istituzioni. Leggiamo candidamente nell’inchiesta l’avallo del Ministero delle Politiche agricole che dopo aver emanato un Decreto Ministeriale con il quale subdolamente si vorrebbe derogare a norme comunitarie e rendere volontari in tre anni adempimenti obbligatori da 13! Nessun sequestro di uova illegali non perché non sia fondato ma solo per l’alibi, falso, delle competenze. L’appello al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali ad agire e non avallare più questa scandalosa illegalità è più forte che mai! Leggiamo nell’inchiesta di allevatori che candidamente ammettono di non essersi adeguati e piangono denaro dei contribuenti, non spiegando come mai le uova oggi costino fino al 77% in più nonostante le gabbie siano ancora le stesse e la vita delle galline sia ancora un inferno. Insomma il cittadino deve pagare la riconversione delle gabbie e per di più viene ingannato sia per l’acquisto di uova che provengono da allevamenti illegali e dichiarate legali e per di più le paga il 77% in più! Qualcuno dovrebbe spiegare ai consumatori e alle galline tutto questo! Il sistema veterinario ha iniziato a dare un segnale con le sanzioni ed i dati ufficiali in Lombardia ci dicono che le gabbie irregolari sono l’80’% e che il 73% è stato sanzionato e dichiarato illegale. Bene! Ma non basta. Se le uova illegali vengono immesse in commercio e il prezzo sale alle stelle e le sanzioni sono ridicole quali sono le ragioni per cui questi allevatori dovrebbero mettersi in regola? Noi abbiamo chiesto l’intervento di Bruxelles e forse qualcuno spiegherà perché i cittadini dovranno pagare milioni di euro di sanzioni all’Europa per gli interessi di allevatori che non vogliono rispettare le leggi al pari dei loro colleghi europei. Pochi giorni fa poi la rivista dell’associazione dei medici veterinari “Professione Veterinaria” proponeva un’analisi “ragionata” sul benessere delle galline in gabbia. Ebbene a 13 anni dall’approvazione della direttiva e con il divieto di costruzione di queste gabbie in vigore dal 2003, proprio nel momento della violazione delle norme alcuni veterinari fanno un’analisi “ragionata” delle ragioni per cui gli allevatori non dovrebbero rinunciare alle gabbie! Un tempismo perfetto per questi veterinari, uno dei quali dichiarato “Consulente zootecnico”, che ovviamente attribuiscono la colpa di tutto ciò agli animalisti ed alle loro idee “scandalistiche”, dimenticando il lavoro scientifico della Commissione Europea e di qualche decina di Istituti scientifici internazionali coinvolti nell’emanazione della direttiva! Insomma rispettare le leggi davvero non è semplice, soprattutto se parliamo di galline! Noi continueremo la nostra battaglia per le galline ovaiole e per dare loro una soggettività giuridica che spetta ad ogni essere vivente, come stabilito nel Trattato della UE. Forse è un’idea che fa scandalo ma forse i cittadini la considerano una scelta etica condivisibile, moderna e adottabile nelle scelte di vita. Tutti i cittadini invece di essere ingannati con prodotti come le uova, possono fare una scelta diversa da subito cambiare il proprio menu (www.cambiamenu.it), fare la scelta Veg. Una ricetta, concreta, non scandalosa, per non consumare il mondo.(Roberto Bennati – LAV)

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