COP26, LA DELEGAZIONE PIÙ NUMEROSA? QUELLA DEI LOBBISTI DEL PETROLIO

COP26, LA DELEGAZIONE PIÙ NUMEROSA? QUELLA DEI LOBBISTI DEL PETROLIO

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La delegazione più numerosa alla 26esima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Cop26) in corso in questi giorni a Glasgow? Quella dei rappresentanti degli interessi delle compagnie che investono o producono combustibili fossili. Sembra una contraddizione ma è proprio così. A sostenerlo – riporta LaPresse – in un report pubblicato oggi sono quattro organizzazioni: Corporate Accountability, Corporate Europe Observatory (Ceo), Glasgow Calls Out Polluters e Global Witness. Gli attivisti hanno analizzato la lista dell’Onu dei partecipanti alle due settimane di lavori, cominciati lo scorso 31 ottobre per terminare venerdì. Dagli elenchi visionati dalle organizzazioni sarebbe emerso che ben 503 delegati sono “lobbisti” delle più grandi società dell’energia fossile. Una delegazione, questa, oltre 20 volte più numerosa di quella del Paese più rappresentato alla Cop26. Il rapporto tra il numero dei rappresentanti nativi ufficiali della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc) e i lobbisti presenti al summit poi, sarebbe addirittura di due a uno a favore dei secondi. Ultimo, suggestivo dato fornito dagli autori del report: il numero dei lobbisti di gas, carbone e petrolio supera il totale dei rappresentanti alla Cop26 di otto tra i Paesi più colpiti dal cambiamento climatico al mondo, casa complessivamente per circa 600 milioni di persone: Porto Rico, Myanmar, Haiti, Filippine, Mozambico, Bahamas, Bangladesh e Pakistan. Nei 503, inseriti anche in 27 delegazioni nazionali, si annovererebbero sia rappresentanti diretti di almeno 100 grandi società, tra le quali l’anglo-olandese Shell o la russa Gazprom, sia esponenti di compagnie che ne tutelano o promuovono gli interessi.

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