COP26, BOZZA D’INTESA: SI PARLA SOLO DI RISPETTARE L’ACCORDO DI PARIGI

COP26, BOZZA D’INTESA: SI PARLA SOLO DI RISPETTARE L’ACCORDO DI PARIGI

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Alla Cop26 di Glasgow arriva la bozza del documento conclusivo. Pubblicata stamani alle cinque, prevede un taglio delle emissioni di anidride carbonica del 45% al 2030, l’attivazione nel 2023 del fondo da 100 miliardi di dollari per gli aiuti ai paesi meno sviluppati, un ulteriore aggiornamento entro la fine del 2022 degli impegni di decarbonizzazione degli Stati. Ora su questa bozza si apre il negoziato fra gli Stati, che si prospetta durissimo.

L’obiettivo della presidenza britannica della Cop e’ raggiungere venerdi’ un accordo finale che permetta di rimanere sotto 1,5 gradi di riscaldamento dai livelli pre-industriali, l’obiettivo piu’ ambizioso dell’Accordo di Parigi. Ma la strada e’ in salita. La bozza del documento finale  “sollecita le parti a rivedere e rafforzare i loro obiettivi al 2030 nei loro Ndc (Nationally Determined Contributions, gli impegni nazionali di decarbonizzazione, n.d.r.), com’è necessario per allinearli all’obiettivo sulla temperatura dell’Accordo di Parigi entro la fine del 2022”.

Questo – riportano le agenzie di stampa – il contenuto di un accordo che non appare come particolarmente coraggioso. “Tutti i Paesi, quasi 200 di loro, hanno fatto progressi significativi negli ultimi giorni ma c’è ancora molta strada da fare” ha sottolineato il premier britannico, Boris Johnson, in un video postato su Twitter.

Di opposto avviso il Brasile che ha chiesto alle nazioni più ricche di contribuire con più di 100 miliardi di dollari ai Paesi in via di sviluppo per ridurre le emissioni di carbonio e i gas serra. “Noi (Paesi in via di sviluppo) abbiamo bisogno di più risorse dei 100 miliardi di dollari (promessi dalle principali economie)”, ha affermato il ministro dell’Ambiente, Joaquim Leite. L’Arabia Saudita ha invece negato le accuse di voler ritardare l’accordo per favorire la fiorente industria del petrolio. Il ministro dell’Energia saudita, il principe Abdulaziz bin Salman al Saud (figlio del sovrano Salmān bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd), ha respinto le accuse secondo le quali Riad starebbe bloccando i negoziati alla Cop26, sostenendo che si tratta di calunnie “fabbricate”; e ha sottolineato comunque che non si dovrebbe avere “pregiudizi verso o contro particolari fonti di energia”.

Infine sul lato della associazioni, Oxfam va all’attacco. “Questa bozza è troppo debole, non riesce a dare risposta all’emergenza climatica alla quale si trovano di fronte milioni di persone, costrette a vivere in condizioni meteorologiche estreme senza precedenti e spinte sempre più verso la povertà” ha dichiarato la responsabile della delegazione di Oxfam alla Cop26 di Glasgow, Tracy Carty.

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