SPAGNA, VOLEVA APRIRE IL MUSEO DELLA CACCIA: SOTTO INCHIESTA PER TRAFFICO

SPAGNA, VOLEVA APRIRE IL MUSEO DELLA CACCIA: SOTTO INCHIESTA PER TRAFFICO

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Voleva aprire il più grande museo della caccia al mondo in Estremadura, regione autonoma nella parte sudoccidentale della Spagna, ma oltre a essere immorale il suo sogno si sta rivelando anche illegale: come riporta Askanews protagonista Marcial Gomez Sequeira, 81 anni e un “curriculum” da cacciatore di migliaia di animali uccisi, i cui resti imbalsamati avrebbero adornato il museo. Peccato (per lui) che Sequeira sia finito sotto inchiesta per traffico in specie protette. La storia di Gomez Sequeira (che fino al 1988 fu presidente di Sanitas, gigante della sanità privata in Spagna) si legge sul quotidiano spagnolo El Pais, che andò a intervistarlo nel 2019 quando aveva firmato un pre accordo con la giunta dell’Estremadura per aprire il suo famoso museo della caccia in un edificio del XVIII secolo, il Cuartel de Caballerìa a Olivenza, dove voleva esporre 1250 “pezzi”. Proprio le foto di quegli animali – che includevano un gatto dorato africano e un impala nero – hanno insospettito la polizia e fatto partire l’indagine, in seguito alla quale è stata formulata l’ipotesi di reato. All’uomo è stata chiesta per oltre un anno la documentazione relativa a tutti gli esemplari, molti dei quali secondo lui acquisiti prima che entrasse in vigore in Spagna la CITES (Convenzione sul commercio internazionale di specie minacciate di estinzione). Il collezionista, che si vanta di aver cacciato nei cinque continenti, non ha potuto fornire documentazione relativa a 49 esemplari imbalsamati, a quattro zampe di elefante, quattro di ippopotamo, due corni di rinoceronte e 132 pezzi intagliati di avorio.

(Sequeira con i suoi “trofei”, foto di repertorio)

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