ISOLA DEL GIGLIO, ON. BRAMBILLA: “FERMATE LA MATTANZA DEI MUFLONI”

ISOLA DEL GIGLIO, ON. BRAMBILLA: “FERMATE LA MATTANZA DEI MUFLONI”

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“Non soltanto deve cessare la mattanza dei mufloni dell’isola del Giglio, ma sono quanto mai opportune le dimissioni del presidente e degli amministratori del Parco dell’Arcipelago toscano che l’hanno decisa senza valide giustificazioni, senza aver reso noti i risultati degli esami veterinari sugli animali già catturati e prevedendo invece “graziosi regali” ai selecontrollori-cacciatori: oltre al piacere di sparare, anche quello di portarsi a casa il trofeo, visto che il Parco ha facoltà di donare loro le carcasse. Il tutto al costo di 1,6 milioni di euro dei contribuenti italiani ed europei”. Lo afferma l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali e presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, che chiede l’intervento del premier Draghi e del ministro Cingolani perché fermino il massacro e annuncia azioni legali: un esposto in Procura e un reclamo alla Corte dei Conti europea.

“La perdita di biodiversità – sottolinea l’on. Brambilla – è considerata la più grande emergenza del pianeta insieme con quella climatica. Eppure gli amministratori dell’ Ente Parco dell’ Arcipelago Toscano vivono in non so quale passato, convintissimi che nel XXI secolo sia ancora accettabile, anzi necessario, affrontare problemi complessi a suon di proiettili. Considerano i mufloni “specie aliena”, mentre basta un’occhiata all’Enciclopedia Treccani per apprendere che i mufloni sono specie presenti da tempo immemorabile in Sardegna e nel Parco nazionale dell’Appenino Tosco-Emiliano. In Sardegna e in Corsica, dove l’abbattimento dei mufloni è vietato dal 1953, si parla di tracce risalenti a 7 mila anni fa. Attualmente si trovano mufloni sul territorio della Repubblica Ceca, di Germania, Ungheria, Austria, Spagna, Croazia, Slovacchia, Serbia e Bulgaria. Insomma: i mufloni hanno il passaporto europeo, salvo che sull’Arcipeplago toscano. Sul Giglio, area UNESCO e Green List IUCN visitata da tutto il mondo, sono stati portati negli anni Cinquanta per un progetto di conservazione, evidentemente “dimenticato” o gestito in maniera discutibile, ed è inaccettabile che oggi si ricorra alle armi da fuoco per “risolvere” il problema”.

“Anche se non abbiamo ancora visto una relazione tecnico-scientifica a supporto della strage – continua l’ex ministro – è evidente che gli animali potrebbero essere trasferiti in aree faunistiche o sterilizzati (si poteva già fare spendendo di meno, visto che molti esemplari sono stati catturati e muniti di radiocollare). Quindi è inutile, costosa, eticamente ingiustificabile e assurda la mattanza di questi animali che desta allarme dovunque. Il governo rivaluti immediatamente le nomine del presidente (in carica dal dicembre 2017) e dell’ attuale Consiglio direttivo (in carica dal 2020) dell’Ente Parco Arcipelago Toscano. Noi chiederemo alla Commissione europea una verifica del progetto e depositeremo un reclamo alla Corte dei conti di Lussemburgo”.

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