OCEANO PACIFICO, STUDIO SMITHSONIAN: C’È VITA SULLA “ISOLA DI PLASTICA”

OCEANO PACIFICO, STUDIO SMITHSONIAN: C’È VITA SULLA “ISOLA DI PLASTICA”

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Sembrerebbe uno dei posti più inospitali della Terra eppure, anche sull’enorme isola di plastica nell’Oceano Pacifico, conosciuta come Pacific Trash Vortex, si è sviluppata la vita, con comunità animali e vegetali che hanno trovato un nuovo modo di sopravvivere in mare aperto. Come riporta Agi a scoprirlo un team di ricercatori guidato dallo Smithsonian di Washington, D.C. Un nuovo articolo, pubblicato su Nature Communications, riporta le specie costiere che crescono nella spazzatura a centinaia di chilometri al largo del vortice subtropicale del Pacifico settentrionale, più comunemente noto come “Great Pacific Garbage Patch”. “I problemi della plastica vanno oltre la semplice ingestione e l’intrappolamento”, ha affermato Linsey Haram, autrice principale dell’articolo ed ex borsista post-dottorato presso lo Smithsonian Environmental Research Center (SERC). “Sta creando opportunità per la biogeografia delle specie costiere di espandersi notevolmente oltre ciò che in precedenza pensavamo fosse possibile.” Il mondo ha almeno cinque vortici infestati dalla plastica, o “chiazze di immondizia”. Il North Pacific Subtropical Gyre, tra la California e le Hawaii, contiene circa 79.000 tonnellate di plastica che galleggiano in una regione di oltre un milione e mezzo di chilometri quadrati. Tecnicamente “zona di immondizia” è un termine improprio, dato che la gran parte dell’inquinamento è costituito da microplastiche, troppo piccole per essere viste ad occhio nudo, ma anche i detriti galleggianti come reti, boe e bottiglie vengono spazzati via nei vortici, portando con sé organismi dalle coste.

(Foto di repertorio)

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