SCALA DEI TURCHI: IDENTIFICATI I RESPONSABILI DELLO SFREGIO

SCALA DEI TURCHI: IDENTIFICATI I RESPONSABILI DELLO SFREGIO

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Hanno impiegato 30 minuti per cospargere di polvere di ossido di ferro, contenuta in due grossi sacchi, la scogliera di marna bianca della Scala dei Turchi di Realmonte, uno dei gioielli naturalistici della Sicilia. Non un banale raid vandalico, ma una vera e propria “sfida” alle istituzioni e a tutto il territorio dell’Agrigentino. I carabinieri della compagnia di Agrigento, coordinati dal maggiore Marco La Rovere, nel giro di neanche 48 ore, sono pero’ riusciti a fare piena luce sulla vicenda, identificando e denunciando alla Procura della Repubblica i due presunti responsabili del danneggiamento. Uno dei due indagati – per l’ipotesi di reato di danneggiamento di beni avente valore paesaggistico – ieri sera, incalzato dalle domande dei carabinieri, ha anche ammesso la propria presenza nelle vicinanze della Scala dei Turchi. Si tratta del proprietario del furgone, Ford Transit ripreso dalle telecamere di videosorveglianza. Sono stati ben 50 – fra Favara, dove risiedono gli indagati, e Realmonte, passando anche per Agrigento e Porto Empedocle – gli impianti controllati e i filmati acquisiti dai militari dell’Arma. Le immagini hanno permesso di identificare il numero di targa del furgone, dal quale sono scese due persone trascinando i sacchi che contenevano polvere di ossido di ferro. I sospetti dei carabinieri si sono subito concentrati su un pregiudicato, gia’ noto per essere stato l’autore di danneggiamenti analoghi. Il furgone e’ stato rintracciato a Favara e al suo interno sono state trovate tracce di polvere di ossido di ferro. Successive perquisizioni hanno consentito di ritrovare, nei magazzini ispezionati, guanti e vestiti sporchi della stessa polvere. Il materiale sequestrato verra’ adesso comparato – dal Ris di Messina – con la polvere che e’ stata trovata sul furgone, all’altezza del finestrino del passeggero, e con quanto repertato proprio lungo la scogliera di marna bianca. L’inchiesta, sviluppata in tempo record da parte dei carabinieri, e’ stata coordinata dal procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio e dal sostituto Chiara Bisso. “Uno dei due indagati – ha detto il procuratore capo Patronaggio – ha diversi precedenti giudiziari e di polizia, compreso un attentato alla metropolitana di Milano e un altro alla Valle dei Templi di Agrigento e un’altra azione di danneggiamento ai danni della marna di Punta Bianca”. Il favarese, del quale tuttavia gli inquirenti non hanno voluto rendere nota l’identita’ ma solo le iniziali, “risulta essere gia’ stato sottoposto – ha spiegato sempre Patronaggio – a misura di prevenzione e da ultimo nuovamente riproposto (istanza tuttavia rigettata dal tribunale di Palermo) ed e’ in atto sottoposto al divieto di avvicinamento ad Agrigento disposto dalla Questura. Il materiale probatorio raccolto deve essere ora valutato dal pm che sta conducendo l’inchiesta e successivamente dal giudice competente, ferma restante – ha concluso il Procuratore che si e’ complimentato con il maggiore Marco La Rovere per la tempestivita’ delle indagini – la presunzione di innocenza per entrambi gli indagati”. “E’ stata un’azione criminale e scellerata fatta da due criminali che, con coscienza e volonta’, hanno deturpato uno dei beni paesaggistici piu’ importanti – ha spiegato il colonnello Vittorio Stingo, comandante provinciale dei carabinieri – . Un’azione fatta con la volonta’ di sfregiare questa terra”. Una chiave di lettura sottolineata anche dal maggiore Marco La Rovere che ha condotto le indagini: “Piu’ che un gesto vandalico e’ stata una sfida premeditata alle istituzioni e a tutto l’Agrigentino”. Una “sfida” subito raccolta dalle decine di volontari che domenica scorsa, armati di scope e idropulitrici e con il coordinamento dei funzionari della Soprintendenza, hanno fatto tornare nuovamente immacolata la scogliera bianca della Scala dei Turchi.

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