ORTONA, ESCHE AVVELENATE SCOPERTE DAI CARABINIERI FORESTALI

ORTONA, ESCHE AVVELENATE SCOPERTE DAI CARABINIERI FORESTALI

80
CONDIVIDI

Buste contenenti ‘rodenticida’, pesticida utilizzato per uccidere roditori e posizionato per colpire, con tutta probabilita’, animali vaganti o di proprieta’, e tre esche avvelenate sono state trovate a Ortona dai militari della Stazione Carabinieri Forestale su segnalazione di un cittadino. Dopo aver sequestrato le due buste, portate all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per gli accertamenti, i militari hanno richiesto l’attivazione dell’Unita’ cinofila antiveleno (Uca) del Reparto Carabinieri Parco di Assergi per ispezionare l’area alla ricerca di materiale tossico, esche o bocconi avvelenati. E’ stato quindi possibile individuare altre tre esche confezionate con matrice di carne, potenzialmente letali. Nella zona e in altre limitrofe sono morti in passato molti animali domestici. “L’odiosa, arcaica pratica del veleno e’ ancora in uso su tutto il territorio nazionale e colpisce molte specie di animali selvatici, predatori come lupo, orso, volpe, e domestici ovvero cani, gatti sia randagi che di proprieta’ – si legge in una nota dei Carabinieri Forestale – provocando atroci sofferenze. Le sostanze tossiche utilizzate sono molte, alcune si trovano in commercio in quanto impiegate come insetticidi, molluschicidi, altre sono reperite clandestinamente perche’ illegali. Ma non sono solo gli animali a pagarne le conseguenze: l’uso illegale di queste sostanze puo’ essere estremamente pericoloso anche per la salute dell’uomo, in particolare dei bambini che inconsapevolmente possono toccare o ingerire bocconi avvelenati. Nell’azione di contrasto all’uso del veleno, l’attivita’ dell’Uca e’ un valore aggiunto importante in quanto contribuisce a portare alla luce un reato spesso ‘sommerso’ e a individuarne i responsabili (i cani sono in grado di scovare le sostanze tossiche anche nel caso di perquisizione di automezzi o edifici). Oltre a un’azione repressiva, il binomio cane-conduttore – conclude la nota – rappresenta anche un valido strumento di prevenzione e deterrenza del fenomeno che non puo’ prescindere pero’ dall’attivita’ di sensibilizzazione, educazione e informazione verso la tematica che la Specialita’ dell’Arma sostiene tra le sue mission istituzionali”.

Commenti

commenti