AUTOMOBILI, IN ITALIA IL 26% È EURO 6: +17,8% IN CINQUE ANNI

AUTOMOBILI, IN ITALIA IL 26% È EURO 6: +17,8% IN CINQUE ANNI

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Lo scorso anno le automobili con emissioni classificate come euro 6 (le meno inquinanti tra quelle a motore a combustione interna) presenti nel parco circolante italiano hanno superato quota 25%, giungendo quindi a rappresentare più di un quarto delle auto attualmente in circolazione nel nostro Paese. Come riporta Dire tra il 2016 e il 2021 in Italia la quota di autovetture di categoria Euro 6 all’interno del parco circolante è passata dall’8,5% al 26,3%, con un aumento di 17,8 punti percentuali. La tecnologia euro 6 è stata introdotta nel 2011 su marchi premium, ma è diventata obbligatoria solo a partire dal settembre 2015 per tutte le nuove immatricolazioni.

Questi dati, elaborati dall’Osservatorio Autopromotec, testimoniano il processo di svecchiamento in corso nel parco circolante italiano. Sempre dal 2016 al 2021 la quota delle vetture appartenenti alle categorie emissive da Euro 0 a Euro 5 è diminuita. In particolare il calo della categoria Euro 5 è stato piuttosto contenuto (-1,5 punti percentuali), mentre le diminuzioni delle categorie Euro 4, Euro 3 ed Euro 2 sono state più sostenute (rispettivamente di 5,3, di 4,8 e di 4,3 punti percentuali). La quota delle vetture di categoria Euro 0 ed Euro 1, invece, è diminuita molto poco (e cioè di 0,9 e di 1 punto percentuale). Nonostante la situazione nel 2021 sia molto migliorata rispetto 2016, il processo di svecchimento del parco circolante italiano è lontano dall’essere compiuto. Uno dei problemi sono i forti ritardi nella produzione e nella commercializzazione di vetture nuove, per la crisi dei microchip e per la guerra in Ucraina.

Secondo il rapporto UNRAE l’età media del parco circolante italiano nel 2021 ha toccato gli 11,8 anni e un’auto su 4 ne ha più di 15. Secondo i dati Acea riferiti al 2019 (quando l’età media del parco italiano si assestava sugli 11,4 anni), l’età media del parco auto nel Regno Unito è di otto anni, in Germania di 9,6 e in Francia di 10,2 ma c’è anche chi fa peggio come Finlandia (12,5), Spagna (12,7) e Portogallo (12,8).

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