DETENZIONE DI ANIMALI SELVATICI ED ESOTICI, STRETTA DEL GOVERNO

DETENZIONE DI ANIMALI SELVATICI ED ESOTICI, STRETTA DEL GOVERNO

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Arriva una forte stretta su importazione, commercio, detenzione e conservazione degli animali della fauna selvatica ed esotica. Lo stabilisce il decreto legislativo in materia approvato questa sera dal Consiglio dei ministri, in applicazione dell’art.14 della legge di delegazione europea 2019-2020 che prevede di adeguare la normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/429, relative alle malattie animali trasmissibili.
Secondo la bozza entrata in Consiglio, l’art.3 vieta di importare, detenere, commerciare animali vivi di specie selvatiche ed esotiche prelevati dal loro ambiente naturale nonché gli ibridi tra esemplari delle predette specie e di altre specie selvatiche o forme domestiche prelevati dal loro ambiente naturale. Il 4 di detenere animali vivi di specie selvatica, anche nati e allevati in cattività, che costituiscano pericolo per la salute e per l’incolumità pubblica o per la biodiversità, nonché gli ibridi tra esemplari delle predette specie e di altre specie selvatiche o forme domestiche e le loro successive generazioni. Il Ministro della transizione ecologica, di concerto con il Ministro dell’interno e con il Ministro della salute ministero stabilirà con proprio provvedimento i criteri per l’individuazione di queste specie. Tutto ciò salve le eccezioni indicate nel decreto stesso, tra cui i giardini zoologici, gli stabilimenti autorizzati, le aree protette, le mostre faunistiche permanenti, i CRAS e i CRASE.
I circhi e le mostre faunistiche viaggianti sono autorizzati a detenere gli esemplari delle specie “pericolose”, posseduti alla data di pubblicazione del decreto, fino al termine della loro vita naturale, purché siano adottate misure idonee a evitare la riproduzione. Non potranno acquisire animali delle stesse specie.
La detenzione di animali di specie selvatiche ed esotiche come animali da compagnia è consentita unicamente per esemplari delle specie individuate con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro della transizione ecologica e sentito l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, da redigersi secondo principi di ragionevolezza e proporzionalità e da adottare entro centottanta giorni. I ministeri avranno, stando allo schema, grande discrezionalità: l’elenco sarà redatto in base al rischio sanitario, al rischio per la biodiversità o alla compatibilità con la detenzione in cattività per ragioni comportamentali, sociali, fisiche, biologiche, etologiche.
Il testo fa parte di un pacchetto di dieci decreti legislativi di attuazione di norme europee, di cui altri due riguardano gli animali. Uno interviene modificando le norme che regolano il sistema di identificazione e registrazione degli operatori, degli stabilimenti dove sono detenuti gli animali e degli animali stessi. l’altro completa l’adeguamento delle norme nazionali alle disposizioni del già citato regolamento (UE) 2016/42. Il regolamento fornisce un quadro giuridico generale e detta principi armonizzati per tutto il settore della sanita’ animale rivedendo e abrogando la precedente normativa europea (circa 50 atti normativi) alla luce della strategia dell’Unione in materia di sanita’ animale 2007- 2013 “Prevenire e’ meglio che curare”, che tiene conto, nell’ottica “One Health”, del legame tra sanita’ animale e sanita’ pubblica, ambiente, sicurezza degli alimenti e dei mangimi, benessere animale, antimicrobico-resistenza e degli aspetti produttivi ed economici del settore zootecnico.

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