PESTE SUINA, ON. BRAMBILLA: EVITARE GLI ABBATTIMENTI E TOGLIERE I RIFIUTI

PESTE SUINA, ON. BRAMBILLA: EVITARE GLI ABBATTIMENTI E TOGLIERE I RIFIUTI

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La strada dell’abbattimento cinghiali “può essere addirittura controproducente”. A dirlo l’ex ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla che detta la strada per ridurre al minimo la presenza degli ungulati tra le persone: “Bisogna togliere i rifiuti dalle strade. La peste suina africana è un problema serio, ma non è questa la strada. Mi piacerebbe vedere altrettanto dinamismo nel togliere i rifiuti dalle strade: da ex ministro del Turismo, mi duole il cuore a vedere la Capitale ridotta così”.

Di seguito riportiamo il testo integrale dell’intervista:

Ma dopo il «paziente zero», altri due casi sospetti. A Roma cresce l’allarme. Sbagliato?

«Sulla carcassa si stanno effettuando ancora approfondimenti. E’ un po’ strano».

Perché?

«Perché l’epidemia è lontana: 69 casi in Piemonte e 45 in Liguria. Il limite sud è a 400 chilometri da lì. Si stanno, giustamente, facendo verifiche. Di solito i cinghiali dei parchi dell’Insugherata, del Pineto e di Monte Mario muoiono per mano dei bracconieri, per incidenti stradali o per aver ingerito plastica. Ma comunque i romani possono stare tranquilli».

Tranquilli?

«La peste suina africana non è trasmissibile all’uomo. E neanche a cani, gatti o altri animali non appartenenti a una delle sedici specie di cui fanno parte i suini».

Ma anche il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ha auspicato abbattimenti

«Dico solo che la peste suina sta diventando l’alibi per lo sterminio. L’Ispra ha spiegato che il virus, introdotto inconsapevolmente dall’uomo, non dipende dalla densità dei cinghiali. Può circolare per anni anche a densità bassissime».

E quindi?

«Per rallentarne la diffusione della Psa si dovrebbe rimuovere in pochissimo tempo il 90% dei cinghiali: obiettivo evidentemente “irrealistico” ricorda l’Ispra. Quindi il consiglio è il contrario: lasciare i cinghiali in pace».

In pace?

«Bisogna evitare contatti e attività che possano causare la dispersione degli animali sul territorio e con essa la possibile diffusione del virus: sia aumentando la mobilità di eventuali infetti, sia per la contaminazione di indumenti, scarpe, materiali e veicoli. La persecuzione deve finire».

C’è chi pensa che i perseguitati siano i romani

«Se i cinghiali si moltiplicano non è colpa loro. Per fare favori ai cacciatori, che portano voti, sono stati fatti ripopolamenti dissennati prendendo cinghiali dall’Est: più grossi e prolifici. Adesso si vuole passare alla mattanza. Ma scardinare la struttura dei branchi induce le femmine a riprodursi due volte l’anno con prole numerosa. Si ottiene l’effetto contrario».

Lei cosa suggerisce?

«Divieto per i cacciatori di foraggiarli. Controllo della fertilità (in finanziaria abbiamo messo 500mila euro per un contraccettivo). E risolvere il problema rifiuti».

Recintare i cassonetti come vuole Zingaretti?

«Non basta. Occorre pulirli e sigillarli, avviando un’azione straordinaria di asporto per evitare che finiscano sulla strada. Virginia Raggi era incapace, il nuovo sindaco Gualteri si dia da fare per finirla con questa vergogna».

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