CERVO SARDO: DA ISPRA NESSUN PARERE SUI PIANI DI ABBATTIMENTO

CERVO SARDO: DA ISPRA NESSUN PARERE SUI PIANI DI ABBATTIMENTO

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L’Ispra ha comunicato di non aver “espresso pareri circa piani di controllo del cervo sardo” per cui il mancato pronunciamento – necessario per legge – significa nessuna autorizzazione all’abbattimento. Come riporta Agi rende noto l’associazione ecologista Gruppo d’intervento giurino che ha promosso una petizione popolare – finora 37.000 firme – per la salvaguardia di uno degli animali-simbolo della Sardegna. L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ha inoltre confermato l’assenza di censimenti aggiornati. Gli unici dati disponibili sulla consistenza dell’ungulato risalgono alla stima effettuata nel corso del Progetto LIFE ‘One deer, two Islands: conservation of Red Deer Cervus elaphus corsicanus in Sardinia and Corse’, e cioé circa 10.600 esemplari in tutta l’isola. Il cervo sardo dopo gli ultimi decenni di protezione, sta riuscendo con fatica a sfuggire al destino dell’estinzione a causa del bracconaggio, della distruzione degli habitat, degli incendi. Incurante della grave situazione ecologica dell’ungulato – afferma il responsabile di Grig, Stefano Deliperi – l’assessore regionale dell’Ambiente ha pubblicamente dichiarato di voler riaprire la caccia al cervo sotto forma di piani di abbattimento, anche in Consiglio regionale il 29 marzo scorso. Secondo Deliperi – la scusa è che in alcune zone ve ne sarebbero troppi e causerebbero danni all’agricoltura, sebbene – osserva – non vi siano censimenti aggiornati né una stima degli eventuali danni.

(Foto di repertorio)

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