MORTE DI FAUSTO IOB, ENPA: “ENORME DISPIACERE, RAPPORTO SPECIALE CON UN ORSO”

MORTE DI FAUSTO IOB, ENPA: “ENORME DISPIACERE, RAPPORTO SPECIALE CON UN ORSO”

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L’Ente Nazionale Protezione Animali esprime un profondo cordoglio per la prematura morte di Fausto Iob, custode forestale di Predaia e Sanzeno e custode dell’orso Bruno di San Romedio, in Val di Non (Trento). Con Bruno aveva instaurato un rapporto speciale, fondato sulla fiducia, tanto da entrare quotidianamente nel suo recinto e dargli da mangiare dalle mani.

“In questa enorme tragedia – afferma Enpa -abbiamo però appreso con soddisfazione che l’orso Bruno non è stato dimenticato e che l’ufficio di competenza della Comunità della Val di Non si è attivato non appena ricevuta questa triste notizia. Ora Bruno verrà visitato dal veterinario che si occupa degli orsi trentini e verrà seguito da una persona che già conosce, sperando così di lenire, almeno in parte, la mancanza di Fausto”.

La storia di Bruno. Bruno è un esemplare di orso bruno dei Carpazi ed è nato nei boschi della Romania circa 25 anni fa. Quando era ancora un cucciolo e la sua mamma era appena uscita dal letargo allontanandosi dalla tana per cercare cibo per i suoi piccoli, venne rapito da un bracconiere. Acquistato attraverso il mercato nero da un ricco signore del centro Italia è stato costretto per anni in una gabbia molto stretta, soltanto 12 metri quadrati. E in quella prigione è rimasto a lungo, trasformandosi in un esemplare di oltre 3 quintali. A liberarlo è stata la Polizia Forestale del posto che lo ha affidato al parco naturale in Abruzzo. Non poteva essere liberato nei boschi, rapito quando era ancora un cucciolo, non ha potuto imparare a sopravvivere e a cavarsela da solo. La sua storia è arrivata fino in Val di Non, dove il recinto per gli orsi vicino al santuario di San Romedio era rimasto vuoto da anni e il comune di Coredo, in collaborazione con i frati di Sanzeno, hanno deciso di accoglierlo. Bruno nei primi tempi ha continuato a girare in tondo, perché la sua mente era ancora prigioniera di quei miseri 12 metri quadrati in cui era stato tenuto rinchiuso per tanti anni. Poi, piano piano, ha smesso, aiutato anche dalle attenzioni del suo nuovo custode, Fausto Iob, che – ne siamo certi – gli era legato da sincero affetto.

“Tra i due – si legge in una notizia della pagina ufficiale della Val Di Non – è nato un rapporto di amicizia, anche se questo termine potrebbe sembrare esagerato. Fausto stesso racconta che, dopo l’iniziale diffidenza, Bruno col tempo si è affezionato e ha capito di potersi davvero fidare. Oggi Bruno riconosce Fausto già da lontano. Distingue il rumore della sua macchina e anche quello dei suoi passi e soprattutto percepisce il suo odore, prima ancora che Fausto lo raggiunga. Quando sente che Fausto sta per arrivare infatti Bruno si prepara ad attenderlo davanti al cancello del suo recinto. Fausto dal canto suo ha imparato a riconoscere gli stati d’animo di Bruno. Sa che nei mesi di maggio e giugno è più scontroso per via della stagione degli amori. Capisce quando Bruno è sotto stress e sa quanto gli diano fastidio gli schiamazzi delle persone. Quando Bruno si mette a camminare in cerchio senza pausa come se a disposizione avesse solo uno spazio piccolissimo Fausto sa che c’è qualcosa che lo turba. E’ come se i ricordi della vita passata lo assalissero e con la mente tornasse nella gabbia angusta di soli 3 metri per 4 della sua triste vita precedente”.

Fausto faceva visita a Bruno ogni mattina prima di andare al lavoro nei boschi della Val di Non. Verificava le sue condizioni di salute, sbrigava le pulizie nella sua tana e, soprattutto, si preoccupava della sua dieta che è controllata e bilanciata.

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