CONCHIGLIE E CORALLI, L’ALLARME DEGLI ESPERTI: 50 ANNI PER SALVARLI

CONCHIGLIE E CORALLI, L’ALLARME DEGLI ESPERTI: 50 ANNI PER SALVARLI

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In occasione della Giornata Mondiale della Conchiglia, gli esperti lanciano l’allarme: restano solo 50 anni per salvare conchiglie e coralli dall’acidificazione degli oceani. Come riporta Agi l’ecosistema marino è in grave pericolo e le prime conseguenze sono già sotto gli occhi di tutti, come dimostra lo sbiancamento della Grande Barriera Corallina in Australia e la presenza sempre più massiccia di alghe nella Riviera Maya del Messico. E ora la minaccia dell’estinzione è arrivata a lambire questa meraviglia della natura che è stata utilizzata per millenni nei modi più differenti: le conchiglie hanno svolto la funzione di recipienti, strumenti musicali, moneta di scambio, gioielli ed elementi decorativo nelle varie forme artistiche in pittura (pensiamo alla “Nascita di Venere” di Botticelli) e in scultura.

“Nate come stratagemma sviluppato da alcuni animali per difendersi dai predatori – spiega Stefano Pedone, Project Officer per SEAstainable all’interno di Worldrise Onlus – con il passare delle ere le conchiglie hanno svolto ruoli ecologici molto più ampi e complessi”. Per comprendere meglio la vastità di questa specie marina basti pensare che esiste un ramo della zoologia chiamato malacologia: questa branca dedicata è in continua evoluzione “perché attualmente si stima che sul Pianeta siano presenti 20mila specie di bivalvi, tra i 40 e 100mila gasteropodi e molti altri molluschi”. Tutto questo ecosistema, però, è seriamente minacciato dal progressivo aumento di CO2 nell’atmosfera dovuto ai combustibili fossili e alla deforestazione che si riflette sugli oceani: una quantità significativa di CO2 (circa il 25-30%), infatti, viene assorbita dai mari con gravi conseguenze per tutto il biosistema marino. I recenti studi pubblicati su Nature illustrano come il pH del Mar Mediterraneo si stia abbassando di circa 0.0044 punti all’anno: se questo trend fosse confermato in 50 anni assisteremmo ad una diminuzione del pH di 0.2 punti scendendo dall’attuale 8.1 ad un ipotetico 7.9.

(Foto di repertorio)

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