IN BRASILE GIRO DI VITE SULLA SPERIMENTAZIONE ANIMALE

IN BRASILE GIRO DI VITE SULLA SPERIMENTAZIONE ANIMALE

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Un formulario del ministero mette fine alla “deregulation”

Giro di vite in Brasile sulla sperimentazione animale. Da maggio in poi i ricercatori che vogliono usare topi, cani e scimmie in laboratorio, dovranno chiedere e ottenere il permesso di andare avanti al Consiglio Nazionale di Controllo sulla sperimentazione animale, spiegando dettagliatamente le loro motivazioni. Lo prevede la risoluzione pubblicata giovedì sulla Gazzetta ufficiale brasiliana dal ministero della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione. Il formulario integra una legge, la lei Arouca, approvata nel 2008. Il provvedimento obbligava, tra l’altro, tutti gli istituti di ricerca brasiliani a creare un apposito Comitato etico (Ceua), che d’ora in poi dovrà compilare il formulario e a presentare la richiesta al Consiglio Nazionaleper l’approvazione definitiva dei progetti.(Foto: BUAV)
Siamo andati a leggere il formulario, già disponibile sul sito del ministero della Scienza. Oltre al nome e al cognome dei ricercatori coinvolti e dei loro collaboratori, oltre alle modalità, alle motivazioni e agli obiettivi degli esperimenti, sono molte, moltissime le informazioni che è obbligatorio fornire al Consiglio nazionale. Bisogna indicare la razza e la specie degli animali coinvolti. In caso di animali selvatici, spiegare come sono state catturate. E poi ancora, se sono tenuti in gabbie o in casse e quanti esemplari sono detenuti insieme. Si chiedono, inoltre, particolari precisi sui protocolli di ricerca. Quali medicinali vengono utilizzati e in quale quantità; se le gli animali sono sottoposti a vere e proprie sofferenze o se subiscono “soltanto” un profondo stress. Il formulario prevede una scala della sofferenza che arriva fino al G14: “Esperimenti che creano dolori ad alta intensità, ad esempio induzione di un trauma a un animale non sedato”. Non ci sono ancora divieti, ma il primo passo verso una maggiore consapevolezza ed una stima obiettiva della sopravvalutata sperimentazione animale.
Nel Paese i dubbi sono diffusi e il dibattito molto sentito. Il 13 e 14 giugno, a Brasilia, il Consiglio Nazionale sulla sperimentazione animale organizzerà un convegno per discutere l’utilità dell’uso degli animali nelle ricerche scientifiche brasiliane. In molte Facoltà di Medicina, le nuove tecnologie hanno sostituito egregiamente gli esperimenti sugli animali. “Non c’è stata alcuna perdita nella didattica”, assicura Nédia Hallage, professoressa di Malattie infettive alla facoltà di Medicina dell’Università di San Paolo. “Ma un vantaggio, quello di aver umanizzato chi studia medicina.”

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