CLIMA, PER GLI ITALIANI E’ “UN’EMERGENZA PER LA SALUTE GLOBALE”

CLIMA, PER GLI ITALIANI E’ “UN’EMERGENZA PER LA SALUTE GLOBALE”

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Il 64% degli italiani pensa che le decisioni prese a Cop27, la conferenza internazionale dedicata ai cambiamenti climatici, possano avere un significativo impatto sull’ambiente nei prossimi anni. Più convinti i giovani adulti (75%), meno gli over 55 anni (58%). Nove italiani su dieci concordano sul fatto che il cambiamento climatico sia un’emergenza per la salute globale. E’ quanto emerge dall’indagine realizzata da Ipsos per Amref ‘Africa e salute: l’opinione degli italiani’, focalizzata sul rapporto ambiente e salute. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute (Oms) il cambiamento climatico è la più grande minaccia per la salute dell’umanità. Si stima che nel 2030-2050, tale fenomeno porterà a circa 250.000 morti in più ogni anno, soprattutto a causa di malnutrizione, malaria, diarrea ed esposizione a ondate di calore. La riduzione dell’impatto del cambiamento climatico – secondo i risultati del sondaggio di Amref ed Ipsos – è considerata da 1 italiano su 3 la priorità di cui si dovrebbe occupare il nuovo governo a livello internazionale (tra i 25-34enni la quota sale al 43%), seguita dalla gestione della guerra in Ucraina (27%) e della prevenzione delle nuove pandemie (12%). Il 21% (1 italiano su 5) ritiene che le questioni italiane siano più urgenti. Priorità che però si scontrano con altre esigenze: in tal senso emerge dal sondaggio che 1 italiano su 2 ritiene che prima di tutto bisogna pensare alla ripresa economica, anche se significa intraprendere azioni rischiose per l’ambiente. Per il 72% degli intervistati i Paesi ad alto reddito potrebbero fare molto di più per la salute dei Paesi a basso reddito, spostando la responsabilità principalmente sull’Europa.
Altro interesse di Amref – che si occupa di accesso alle cure di base in Paesi africani e di rafforzamento dei sistemi sanitari locali – era comprendere la consapevolezza che gli italiani avessero della sanità italiana. Per il 58% degli italiani essa risulta complessivamente di buona o di ottima qualità. Per vagliare la tenuta dei principi del nostro Sistema Sanitario Nazionale- universalità, uguaglianza ed equità – nel sondaggio si è chiesto se “sarebbe giusto limitare il diritto alle cure gratuite” per gli stranieri, anche irregolari. Ebbene: il 25% ha risposto “per niente giusto” e il 24% “poco giusto”, mentre il 15% ritiene “molto giusto” limitarlo e il 29% “abbastanza giusto”, mentre il 7% del campione “non sa”. “CLIMA, guerra e prevenzione delle nuove pandemie, sono le priorità di cui si dovrebbe occupare il nuovo governo a livello internazionale, secondo quando riferisce la rilevazione di Ipsos” ricorda Guglielmo Micucci, direttore di Amref Health Africa -Italia. “Questo ci dice – aggiunge – che sicuramente il tema del cambiamento climatico è ormai entrato nell’agenda quotidiana degli italiani. Soprattutto nei giovani. Altrettanto positivo il fatto che per oltre nove persone su dieci il cambiamento climatico è un’emergenza per la salute globale. In effetti esso rischia di vanificare decenni di progressi nella salute globale, andando ad impattare nei luoghi che hanno contribuito in misura minore alle emissioni, compresi i Paesi dell’Africa. L’Africa è uno dei continenti più colpiti dal cambiamento climatico, sebbene contribuisca meno del 4% delle emissioni di gas serra. Per questo, per uno sviluppo globale sostenibile salute ed ambiente devono camminare insieme, fornire le risposte alle sfide che ci attendono”. Proprio durante Cop27 il direttore dell’Organizzazione Mondiale della Salute ha parlato dell’importanza della One Health, relazione tra la salute dell’uomo, dell’ambiente e degli animali. Secondo il documento di Amref presentato l’8 novembre, ”i complessi problemi odierni, sanitari, sociali, ambientali, richiedono una risposta unica ed integrata, che la One Health può dare, lavorando sinergicamente sulla salute globale e lo sviluppo sostenibile”. Molta strada c’è da fare perché solo il 12% degli italiani, secondo il sondaggio, conosce abbastanza o molto bene il concetto di One Health. Una volta spiegato agli intervistati il concetto di One Health, esso risulta convincente a circa il 75% di loro. ”Un dato che fa ben sperare – conclude Micucci – perché vuol dire che le giuste motivazioni, accanto agli esempi di One Health su cui operiamo in Africa con risultati importanti, ci potranno permettere di creare una nuova coscienza: quella di una salute unica”.

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