COP27, TEMPI SUPPLEMENTARI ALLA RICERCA DI UN ACCORDO

COP27, TEMPI SUPPLEMENTARI ALLA RICERCA DI UN ACCORDO

8
CONDIVIDI

Dalla bozza di accordo finale della conferenza Onu sul Clima (Cop27) diffusa dalla presidenza egiziana non emergono novita’ significative rispetto all’ultima intesa raggiunta a Glasgow un anno fa, in occasione della Cop26. Una linea globalmente cauta sulle principali tematiche del summit in corso dal 6 novembre a Sharm El-Sheikh, e ancora molte problematiche da risolvere che hanno obbligato i partecipanti a prorogare la chiusura di 24/48 ore dei lavori, invece prevista per oggi. Il testo riconosce la preoccupazione per l’impatto della crisi energetica, conseguenza diretta della guerra in Ucraina, motivo per cui ribadisce l’attuazione “opportuna” delle promesse e dei compromessi gia’ raggiunti in materia di transizione energetica e di diversificazione delle fonti proprio per evitare di retrocedere su questo fronte. Pertanto richiede ai firmatari di aumentare la proporzione di rinnovabili nel mix energetico, di ridurre progressivamente la produzione del carbone, fonte piu’ inquinante in gas serra, oltre all’eliminazione progressiva e la razionalizzazione delle sovvenzioni inefficienti alle energie fossili (petrolio, gas naturale, carburanti), operando cosi’ una “giusta transizione energetica”.
In materia di mitigazione, ovvero di riduzione delle emissioni di gas serra, sollecita “fortemente” i Paesi ad aggiustare il proprio livello di emissioni (NDC) in linea con gli impegni presi con l’Accordo di Parigi del 2015 proprio per limitare il riscaldamento a 1,5/2 gradi. Per poter realizzare l’obiettivo piu’ ambizioso di limitazione dell’aumento delle temperature, le emissioni vanno ridotte del 45% entro il 2030 rispetto al 2010 e dovrebbero raggiungere quota zero nel 2050, tenendo conto ad ogni modo delle informazioni scientifiche. Per ridurle, pero’, servono strategie nuove e attualizzate di sviluppo a lungo termine, da mettere a punto anche nell’ambito del Programma di Lavoro sulle Mitigazioni. Altrettanto importante sara’ quindi far fronte ed evitare gli effetti socio-economici negativi derivanti dalle misure di contrasto al cambiamento climatico. Nella bozza, al momento, non sono stati inseriti metodi concreti sui finanziamento ai Paesi piu’ vulnerabili a titolo di risarcimento per le perdite e i danni subiti sul proprio territorio nazionale, conseguenze dirette del riscaldamento globale. Il documento si limita ad indicare che una risposta adeguata ed efficace a questi effetti deve essere la tutela della sicurezza delle persone, risposta di “grande importanza” affinche’ il processo della Convenzione delle Nazioni Unite per il Cambiamento climatico sia “credibile e pertinente”. La proposta dell’Unione europea sulla questione ‘Loss and damage’ e’ quella di un fondo risarcimento con piu’ donatori.

Commenti

commenti