COP27: ACCORDO IN EXTREMIS SU “PERDITE E DANNI”, IL RESTO E’ VAGO

COP27: ACCORDO IN EXTREMIS SU “PERDITE E DANNI”, IL RESTO E’ VAGO

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In ritardo di quasi due giorni rispetto alla tabella di marcia, all’alba di oggi e’ stata annunciata la Dichiarazione finale della Cop27 che si e’ svolta a Sharm el Sheikh, citta’ egiziana sul Mar Rosso. Il documento prevede la creazione di un fondo per “perdite e danni”, a cui attingere per rimediare ai danni e alle perdite causate dai cambiamenti climatici nei Paesi in via di sviluppo piu’ vulnerabili agli eventi meteorologici estremi. La Dichiarazione chiede una “rapida” riduzione delle emissioni di gas serra e ribadisce l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi. Tuttavia, manca lo stop all’uso dei combustibili fossili, sebbene l’accordo “sottolinei l’importanza di migliorare il mix energetico, comprese le energie rinnovabili e a basse emissioni”. Il documento fa riferimento a un “comitato di transizione” che dovra’ formulare raccomandazioni per i Paesi da adottare al vertice sul clima Cop28, previsto nel novembre 2023. Tali raccomandazioni riguarderebbero “l’identificazione e l’espansione delle fonti di finanziamento”. Il fondo “perdite e danni” sara’ in gran parte destinato alle nazioni piu’ vulnerabili, anche se ci sara’ spazio per i Paesi a reddito medio che sono gravemente colpiti da disastri climatici. Nei negoziati, l’Ue ha insistito sul fatto che tale fondo dovrebbe affluire ai Paesi piu’ vulnerabili, escludendo Stati come la Cina, che e’ ancora classificata come Paese in via di sviluppo nei colloqui sul clima delle Nazioni Unite.

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