CAMBIAMENTO CLIMATICO, IL COMMERCIO MONDIALE PUÒ INFLUIRE SULL’IMPATTO

CAMBIAMENTO CLIMATICO, IL COMMERCIO MONDIALE PUÒ INFLUIRE SULL’IMPATTO

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Gli impatti del cambiamento climatico sulla produzione agricola mondiale sono evidenti, ma spesso anche imprevedibili. Molte nazioni per questo stanno facendo affidamento sempre di più sul commercio agricolo e alimentare per limitare i danni economici legati alle problematiche nelle produzioni locali. Secondo un nuovo studio dell’Università dell’Illinois, effettuato per analizzare i legami tra cambiamento climatico e commercio, la siccità nei Paesi del Medio Oriente e dell’Asia centrale ha portato nel 2008 a un calo del 22% nella produzione di grano rispetto all’anno precedente. Questo ha fatto sì che le importazioni del prodotto aumentassero del 224% sul 2007, con il maggior numero di acquisti effettuati da Paesi come Stati Uniti, Canada, Russia e Ucraina. “La scoperta principale della ricerca e’ che il motore del commercio, sia a livello nazionale che internazionale, e’ la condizione climatica nel luogo di origine. Un aumento della temperatura influisce negativamente sulla capacità di un Paese di esportare beni agricoli, perché riduce la produzione ma anche la produttività nei campi”, ha spiegato la professoressa Sandy Dell’Erba, coautrice dello studio che e’ stato pubblicato su Global Food Security. “Invece – ha proseguito – non e’ sostanzialmente significativo l’effetto dell’aumento delle temperature nel Paese che importa. Il dato che risulta complesso da valutare e’ quello legato alle precipitazioni, che influisce sia nel Paese che esporta che in quello di import”. “Il commercio e’ uno degli strumenti chiave con cui limitare i danni e adattarsi agli effetti dovuti al cambiamento climatico, soprattutto nell’agricoltura. Se un Paese è colpito da condizioni avverse, come la siccità, la sua capacità di fare affidamento su fonti estere per il cibo e per i prodotti agricoli è un elemento chiave per mitigare gli shock”, ha aggiunto il coautore William Ridley.

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