ESPOSTI DA VIVI E DA MORTI: A GAZA ANIMALI IMBALSAMATI NELLO ZOO

ESPOSTI DA VIVI E DA MORTI: A GAZA ANIMALI IMBALSAMATI NELLO ZOO

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A Khan Younis 10 esemplari “riciclati” con sabbia e formaldeide

Triste destino per gli animali dello zoo di Khan Younis nella Striscia di Gaza: vegetano da vivi in un’istituzione che per forza di cose non può disporre di larghi mezzi e continuano ad essere esposti anche post mortem, imbalsamati. Solo che la tassidermia non è tra le attività più praticate nelle Striscia, mancano mezzi ed esperienza. E così le uniche a spassarsela sono le mosche che volano a sciami intorno alle carcasse dei dieci animali imbalsamati. Le finte gabbie dove li hanno collocati sono realizzate con i recinti degli insediamenti israeliani smantellati nel 2005.
Tuttavia gli animali imbalsamati se la passano molto meglio dei 65 ancora vivi, tra cui un leone, una tigre, un lama, tartarughe, scimmie, struzzi. A Gaza, l’area costiera densamente popolata dove governa Hamas, non c’è un’autorità che sovraintende agli zoo (5 in tutto) e se c’è bisogno del veterinario, l’unica possibilità è farsi consigliare per telefono da un dottore egiziano.
Molti animali sono morti di fame e di stenti durante l’offensiva israeliana del dicembre 2008: per tre settimane il proprietario dello zoo non poté neppure avvicinarsi alle gabbie e molti dei detenuti morirono. Di qui l’idea di farne “rivivere” alcuni con la formaldeide e la sabbia del deserto. (Laura Colombo)

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