SARDEGNA, AMBIENTALISTI DICONO “NO” ALLA PROROGA DELLA CACCIA AL CINGHIALE

SARDEGNA, AMBIENTALISTI DICONO “NO” ALLA PROROGA DELLA CACCIA AL CINGHIALE

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“No” dagli ambientalisti sardi alla deroga al calendario venatorio per la caccia al cinghiale- deroga che prevederebbe altre quattro domeniche di battute a febbraio- richiesta al governo dalla Regione per affrontare la diffusione della specie nell’isola, con l’emergenza legata soprattutto ai danni alle colture e agli incidenti stradali. A prendere posizione è l’associazione Gruppo d’intervento giuridico che con il suo presidente, Stefano Deliperi, chiede oggi ai ministeri dell’Ambiente e dell’Agricoltura di esprimere un “formale diniego” alla sollecitazione inoltrata dalla Regione. “Innanzitutto non si ha notizia di un aggiornato riscontro dei danni effettivi apportati al settore agricolo dai cinghiali, ma sono disponibili solo dati risalenti a dieci anni fa- spiega- con importi decisamente modesti, fino a 400.000 euro nel 2013”. Nemmeno, aggiunge Deliperi, “si ha un dato aggiornato e reso pubblico sugli incidenti stradali causati dai cinghiali, e nel 2014 gli incidenti causati da tutta la fauna selvatica sono stati circa 500”. In ogni caso, la posizione di Deliperi, “nessuno sembra chiedersi come mai i cinghiali siano aumentati in tali dimensioni e come mai sia cresciuto il loro areale. Soprattutto, come mai più esemplari vengono uccisi e più il cinghiale aumenta la sua diffusione”. Per il presidente del Grig, i fattori dell’aumento dei cinghiali, a livello nazionale, sono da ricercare “nella crescente disponibilità alimentare in campagna e nelle periferie urbane- determinata dalle numerosissime discariche abusive- e dalla caccia tutt’altro che selettiva portata avanti. Insomma, si tratta più di fesserie umane che di ‘colpe’ degli animali”.

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