CINGHIALI A VILLA PAMPHILJ, ANIMALISTI CHIEDONO CHIAREZZA

CINGHIALI A VILLA PAMPHILJ, ANIMALISTI CHIEDONO CHIAREZZA

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In queste ore stanno circolando numerose ricostruzioni in merito al blitz che ha portato alla cattura dei cinghiali di Villa Pamphilj. Il flusso di notizie riportate dalla stampa e dalle testimonianze ha determinato un affastellarsi di informazioni, talvolta contraddittorie, che complicano oltremodo comprendere la reale dinamica di quanto accaduto. Per questo, l’Ente Nazionale Protezione Animali ha inviato una lettera al Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, all’assessore all’Ambiente Sabrina Alfonsi e al presidente del XII Municipio Elio Tomassetti, chiedendo di fare luce sull’intera vicenda.
In particolare, l’Enpa chiede di sapere: quanti animali sono stati catturati, presso quali strutture sono stati portati; quali esami veterinari sono stati condotti e con quale esito; se è confermata la presenza, tra gli esemplari recuperati, di una mamma e dei suoi cuccioli. Inoltre, l’associazione chiede se risponda a verità la notizia, che si è diffusa, che uno o più animali avrebbero perso la vita durante le operazioni di cattura e che i restanti dovrebbero essere uccisi entro le prossime 48 ore. Enpa sottolinea la necessità di prevedere una soluzione incruenta, con la restituzione degli ungulati al loro ambiente, in un habitat idoneo che non interferisca con le attività antropiche.
Nella sua missiva, l’Ente Nazionale Protezione Animali ricorda all’amministrazione capitolina che il mondo scientifico ha già da tempo indicato l’esistenza di metodi incruenti che permettono di ottimizzare la convivenza con gli ungulati e di prevenire eventuali conflitti. “Se a Roma ci sono situazioni problematiche con i cinghiali, la colpa non è certo degli animali. Ma – ricorda Enpa – di quegli amministratori che nel corso degli anni nulla hanno fatto per prevenire possibili situazioni di conflitto, a partire dalla raccolta dei rifiuti. Come noto, l’immondizia, che spesso giace a terra incustodita per molti giorni, ha un formidabile potere di attrazione sui cinghiali, richiamandoli nelle zone abitate. Le catture e le uccisioni sono inutili: se il Comune non risolve il problema rifiuti, se non vengono sistemate le recinzioni che delimitano aree urbane e aree verdi, se non si prevengono fenomeni di foraggiamento degli animali, ci troveremo sempre a gestire situazioni emergenziali”.
L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) che attende i documenti che saranno inviati a seguito dell’accesso agli atti del proprio Ufficio legale: “Apprendiamo da notizie di stampa che ‘saranno abbattuti entro 48 ore’ i cinghiali catturati a Villa Doria Pamphilj il 18 gennaio poiché, secondo ‘fonti regionali’, gli animali ‘pur non essendo in zona rossa, le erano molto vicino’. Ci chiediamo cosa impedisca alle Amministrazioni intervenute nella decisione e nelle procedure (Regione Lazio, Asl, Comune di Roma, Municipio Roma 12) di fare chiarezza, di essere trasparenti con i cittadini. Finora non abbiamo letto note ufficiali sulla vicenda, se non qualche scarna dichiarazione a mezzo stampa del presidente del Municipio, Elio Tomassetti, che ha dichiarato che gli animali sarebbero stati ‘portati altrove’”.
Salvi invece i cinghiali che si trovavano ieri in via Taverna, all’Insugherata, come comunica via social la Sfattoria degli ultimi, rifugio che si era offerto di accogliere anche i cinghiali di Villa Pamphilj.

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