CANADA, ALLA SBARRA IL KILLER DI HUSKY: 56 CANI "INUTILI" UCCISI

CANADA, ALLA SBARRA IL KILLER DI HUSKY: 56 CANI "INUTILI" UCCISI

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La strage 2 anni fa. A dare l’allarme un cucciolo ferito

Un paio di anni fa aveva confessato di aver ucciso una cinquantina di cani da slitta, di cui era proprietario come manager di un’azienda della British Columbia che organizzava corse sulla neve con le carovane di turisti trainate dagli animali nella struttura sciistica di Whistler, in Canada. Adesso Robert Fawcett, canadese, è stato incriminato dal sostituto procuratore della B. C. per “crudeltà contro gli animali, avendo causato dolori non necessari e sofferenze a un certo numero di cani”. Alla fine dei sopralluoghi degli inquirenti, sono state trovate 56 carcasse di cani in una fossa comune.
Le autorità dello Stato nord-occidentale, sulla scia dell’azione spietata del serial killer che avvenne il 21 e il 23 aprile del 2010, hanno poi introdotto leggi specifiche che proteggono gli husky, i cani delle slitte utilizzate per fini commerciali, trasporti e turismo.
Quando gli affari sono calati dopo il picco raggiunto con le Olimpiadi invernali del 2010 a Vancouver, il manager ha ucciso sistematicamente gli oltre 50 husky, ormai diventati “inutili”: alcuni sono stati ammazzati a colpi d’arma da fuoco, ad altri è stata tagliata la gola con un coltello. Fawcett ha eliminato gli animali selezionati davanti a centinaia di altri husky. Il risultato? Il resto dell’allevamento è rimasto impressionato e i superstit sono diventati più aggressivi.
Il primo allarme sulla carneficina è stato dato da una delle vittime, che era stata soltanto ferita dal proprietario traditore: l’husky superstite, salvato dall’istinto di sopravvivenza, riuscì a strisciare fuori dalla fossa dove stava per essere sepolto assieme ai suoi compagni giustiziati da Fawcett e a trovare la strada che portava all’albergo di Whistler.
La strage, compiuta propria due anni fa, ha suscitato clamore dopo che l’uomo aveva ottenuto un compenso in denaro, chiesto come risarcimento per lo stress post-traumatico provocato dall’esecuzione di massa. A sua difesa, l’uomo aveva dichiarato che gli era stato ordinato di sbarazzarsi di un certo numero di animali perché l’attività della società, la Howling Dog Tours (Tours dei cani ululanti) aveva subito un pesante rallentamento per il calo dei turisti dopo le Olimpiadi. E mantenere i cani costava caro.
La serie di omicidi è avvenuta dopo che il veterinario si era rifiutato di praticare l’eutanasia sui cani da eliminare su richiesta dell’azienda che controlla sia l’albergo di Whistler sia l’allevamento degli husky.
La causa che ha portato all’incriminazione di Fawcett era stata avviata dalla Spca, Società per la prevenzione della crudeltà contro gli animali, della British Columbia e dalla polizia canadese a cavallo, che hanno assunto un team di medici legali per le indagini su uno dei casi più gravi affrontati proprio dalla Spca. (Foto Pamela Carls)

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