Vivisezione, il grande inganno

Vivisezione, il grande inganno

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Un business all’ombra di enormi interessi economici

Quando leggo o sento dire, anche da alcuni ricercatori italiani, che la sperimentazione sugli animali è assolutamente necessaria per la salute umana, mi rendo conto di come, da troppi anni, i cittadini vengano raggirati per difendere gli interessi economici di certe multinazionali e delle loro lobby. La sperimentazione animale è oggi, infatti, solo questo: un grande affare, che garantisce sovvenzioni e pubblicazioni a chi la pratica. Nulla a che vedere con il progresso scientifico. I numeri parlano chiaro. Il 92 per cento dei farmaci che risultano innocui sugli animali sono poi scartati durante le prove cliniche sull’uomo (“Pubmed”, Gran Bretagna). Tra il 5 e il 25 per cento è, secondo Ralph Heywood, ex direttore del centro di ricerca Huntington Life Sciences, la percentuale di coincidenza tra le reazioni dell’animale e quelle dell’uomo. L’82 per cento è invece la quota di medici inglesi preoccupati per i danni prodotti dalla sperimentazione animale (studio di TNS Healthcare). Se andiamo poi a vedere quanto differiscono le risposte dei test eseguiti sui topi rispetto a quelle fornite dai ratti, loro stretti parenti, il numero è 60: 60 per cento. Figuriamoci la differenza, con buona pace di Steinbeck, fra uomini e topi. Concludiamo con lo “0”: è questo l’indice di successo della sperimentazione sulle scimmie per curare l’Aids. Dei 100 vaccini elaborati , non uno solo ha potuto essere applicato all’uomo, nonostante gli effetti positivi riscontrati su questi animali. Un risultato fallimentare che in nessun altro campo della scienza sarebbe tollerato, specie se si considera che queste ricerche comportano incredibili investimenti di denaro, oltre che in sofferenza per queste creature

Con questa “tombola” animalista potrei andare avanti a lungo, ma di numeri – in così poche righe – ce ne sono già troppi. Sono comunque sufficienti per giungere ad una sola conclusione: la vivisezione ostacola lo sviluppo di una ricerca basata su metodi alternativi sicuri per la nostra salute e va abolita. Gli interessi delle multinazionali e delle lobby che le tutelano non devono più prevalere su quelli dei cittadini e della collettività. Per una scienza moderna e che sia rispettosa di tutte le creature viventi.

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