TROPPO BELLI PER MORIRE? COME SI SCELGONO LE SPECIE PROTETTE

TROPPO BELLI PER MORIRE? COME SI SCELGONO LE SPECIE PROTETTE

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Uno scienziato canadese: rettili e anfibi più a rischio

Per rientare fra le specie a rischio, paga essere un grande mammifero con gli occhi tristi che coccola i propri cuccioli. Gli animali affascinanti, i grandi predatori e, soprattutto, quelli davvero carini e soffici hanno una possibilità in più di diventare una specie protetta. Quelli poco attraenti, o almeno giudicati così all’occhio umano, invece, molto probabilmente verranno messi da parte nel momento in cui gli uomini devono organizzare un piano di conservazione.
Gli esperti canadesi di ecologia sostengono che un ragionamento del genere ci porta a correre il pericolo di rimodellare la natura secondo la nozione dell’uomo di bellezza. Con il risultato di salvare i mammiferi e di lasciar sparire i rettili e gli anfibi. E anche le piante entrano a malapena nella lista dei candidati alla protezione.
Quest’idea ha colpito Ernie Small, un veterano della ricerca scientifica dell’Agriculture Canada di Ottava, un paio d’anni fa ad una conferenza sulle specie minacciate dall’estinzione. Small è anche uno specialista delle piante con un interesse marcato per l’ecologia che non resti confinata all’agricoltura.
Partendo dal ragionamento secondo cui nel mondo stiamo proteggendo le specie in maniera selettiva per motivi sbagliati, l’esperto ha preparato uno studio pubblicato di recente sul giornale scientifico Biodiversity.
Nel suo articolo, intitolato “La nuova Arca di Noè”, con un chiaro riferimento alla storia biblica con la nave costruita per salvare gli animali dal diluvio universale. Ma se Noè ha salvato tutti senza fare distinzioni, per Small la conservazione oggi riguarda “solo le specie belle ed utili”.
C’è un ampio supporto, continua lo studioso, per “le specie da poster e da foyer” come le balene, i panda, gli orsi polari e gli elefanti. Però proteggiamo anche le specie importanti dal punto di vista commerciale. Il salmone, ad esempio, viene giudicato importante. I toni pinna blu sono oggetto dei nostri sforzi per prevenire la pesca esagerata. E gli agricoltori si disperano per salvare il miele da non precisate minacce misteriose di estinzione delle colonie. Ma a questo punto, secondo lo scienziato, ci capita di fermarci.
E Small conclude: “I criteri estetici e commerciali sono diventati determinanti nella scelta di quali specie del mondo naturale meritino la conservazione. Secondo questo teoria, la biodiversità viene abbellita grazie ad una protezione selettiva delle specie attraenti, mentre la condizione della stragrande maggioranza degli animali riceve un’attenzione limitata”.
Anche se, a detta dell’esperto, la maggior parte dei rettili e degli anfibi, soprattutto rane e rospi, sono probabilmente le specie di animali più a rischio nel mondo.

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