"NON COMPASSIONE MA DIGNITA'", GLI ANIMALI SECONDO GOETSCHEL

"NON COMPASSIONE MA DIGNITA'", GLI ANIMALI SECONDO GOETSCHEL

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Il nuovo volume dell’avvocato svizzero

Gli animali? Più che di compassione, hanno bisogno di un buon avvocato. Ne è convinto Antoine Goetschel, già “Procuratore per la tutela degli animali” del cantone di Zurigo e garante del movimento “La coscienza degli animali”, che ha appena pubblicato in Germania, per i tipi di Scherz Verlag a Francoforte, un volume di 272 pagine “Tiere klagen an”, “Gli animali accusano”. Il titolo va preso alla lettera visto che per tre anni l’autore ha tutelato gli interessi degli animali, per esempio, anche di fronte a coloro che li avevano in custodia. L’ufficio fu poi abolito nel 2010, ma Goetschel continua la sua battaglia per una protezione animali fondata su solide basi giuridiche. Non si tratta di suscitare pietà o compassione, ma di tutelare come valore giuridico in sé la “dignità dell’animale”. Riconoscerla, per il giurista svizzero, non vuol dire umanizzare gli animali ma prendere attod ella loro natura e dei loro bisogni elementari. Una sorta di contrappeso che non ci consente di sottomettere gli animali ai nostri scopi. L’etica degli animali è infatti parte integrante della nostra stessa civiltà.
In dieci capitoli Goetschel passa in rassegna le condizioni di mantenimento degli animali nel settore agricolo, negli zoo, nei circhi, e le case private. Spiega come si potrebbero evitare gli esperimenti su animali, perché la caccia non è un contributo alla tutela della natura, e che spesso animali utilizzati per le terapie subiscono uno stress elevato.

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