IL 24 APRILE GIORNATA DEGLI ANIMALI DA LABORATORIO: "E' ORA DI CAMBIARE"

IL 24 APRILE GIORNATA DEGLI ANIMALI DA LABORATORIO: "E' ORA DI CAMBIARE"

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Almeno 26 milioni negli Stati Uniti, circa 12,1 milioni nell’Unione europea e chissà quanti altri milioni nel resto del mondo. Sono gli animali utilizzati ogni anno nei laboratori, all’80-90 per cento roditori. Oggi, 24 aprile, è la loro giornata, lanciata nel 1979 dalla più antica organizzazione antivivisezionista inglese, la National anti-vivisection society di Londra, e poi riconosciuta come giornata mondiale dalle Nazioni Unite. Il 24 aprile era il compleanno di lord Dowding, il maresciallo dell’aria che vinse la battaglia d’Inghilterra contro gli aggressori tedeschi e, terminato il conflitto, divenne presidente della NAVS. Oggi gli antivivisezionisti di tutto il mondo ricordano con un minuto di silenzio il sacrificio degli animali da laboratorio, immolati dall’uomo sull’altare della Scienza.
In Italia la ricorrenza assume un valore speciale. Il Parlamento, questa volta, può dare un segnale concreto: approvare l’articolo 14 della Legge Comunitaria 2011, quello che vieta sul territorio italiano l’allevamento e la stabulazione degli animali per la sperimentazione. E’ quanto chiedono con una sola voce tutte le organizzazioni riunite nella Federazione Associazioni Diritti Animali e Ambiente e più in generale tutti coloro che amano gli animali e vogliono tutelarne la vita e la dignità. «Nel nostro Paese – ricorda il direttore scientifico dell’Enpa, Ilaria Ferri – potremmo essere alla vigilia di un cambiamento epocale con la chiusura definitiva degli allevamenti e delle strutture per la stabulazione di cani, gatti e primati “da laboratorio”. Per questo vogliamo onorare la memoria degli animali che hanno perso la vita non soltanto osservando un minuto di silenzio ma, soprattutto, chiedendo a gran voce l’approvazione dell’articolo 14 delle Legge Comunitaria, attualmente in esame al Senato.»
Solo in Italia, nel triennio 2007-2009, più di 2,6 milioni di animali (circa 870mila l’anno) sono stati utilizzati per presunti fini scientifici. Non soltanto topi, ratti e altri roditori, ma anche cani, suini, pesci, anfibi, uccelli, scimmie e primati. E moltissimi di loro ai laboratori non sono mai sopravvissuti. “Questi numeri spiegano perché le lobby della”ricerca” stanno facendo muro al Senato contro l’approvazione della legge, che pure è stata votata dalla Camera con un’ampia maggioranza trasversale. Il via libera all’articolo 14 significherebbe infatti mettere in pericolo il giro d’affari alimentato dalla sperimentazione sugli animali”.
A sostenere che “un’altra ricerca è possibile” non sono soltanto le associazioni animaliste, da sempre schierate in prima linea su questo fronte. Sono soprattutto gli italiani che a grande maggioranza (l’86%, vale a dire 4 su 5 secondo il “Rapporto Italia dell’Eurispes) vogliono mettere la parola fine sullo sfruttamento degli animali nei laboratori. “Non è dunque un caso – prosegue la Ferri -se le lobby della vivisezione stanno tentando in ogni modo di cambiare l’orientamento della nostra opinione pubblica, utilizzando messaggi tanto d’impatto quanto fuorvianti. Come dimostrano i 200mila decessi causati ogni anno in tutto il mondo dall’assunzione di farmaci testati sugli animali, la scelta non è tra la vita di un animale e quella di un bambino; la vera scelta è tra metodi scientifici fallibili, perché focalizzati su Dna non umano, e metodi realmente efficaci in quanto direttamente applicabili all’uomo”.

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