Per chi dice: "Sono solo animali"…

Per chi dice: "Sono solo animali"…

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Partiamo dalle fondamenta. Spesso a chi si occupa di animali e di comunicare il loro diritto alla vita, viene posta una domanda che considero testimonianza di … otturazione … mentale, pregiudizio che non permette di comprendere che la civiltà e la sua affermazione comprende tutto il creato e ogni sua creatura. Eccola: con tutto il rispetto, non è l’unico problema in Italia e nel mondo. Che dire dei bimbi siriani sotto le macerie?….
Beh, aggiungiamo i bambini dell’Africa, gli anziani nell’ospizio lager, i disoccupati, le vittime di pedofilia, le donne schiave e i disabili, gli ammalati…
Aridaje con i distinguo. Con tutti i problemi che ci sono – mi si sottolinea – lei pensa agli animali, all’ambiente?
Ma come lo devo dire scrivere, urlare, pubblicare?????….Io rispondo con due parole due, ormai standard, stante la mia dose di pazienza quasi del tutto esaurita: Lei è inopportuno. Chi ama, ama.. e non fa differenze, né di creature né di vite. Io mi occupo di ogni vita e lotto per la sua tutela. E lei? Come tenta di cambiare il mondo? Scrivendo su bacheche che non le piacciono? Facendo il maestrino? Pensi alla tua coscienza che alla mia bado io. Grazie e buona giornata.
Eh no, perché avere precisato non è servito a nulla. Una volta per tutte. Pensare agli animali è pensare alla vita di ogni creatura. Un sentimento non si frammenta! E’ sempre intero. E’ sempre amore verso l’altro da sé! E si riverbera su ogni abitante del pianeta. Dove sta scritto che chi si occupa degli animali non si occupa anche degli altri abitanti della terra e della terra stessa? Il sentimento è un flusso che c’è o non c’è. Non ha particelle. Ha solo fiotti d’amore per la vita! E basta! Che ognuno faccia il suo e se lo scelga attinente alla propria coscienza. Al proprio grado di apertura mentale. Se è superiore a zero. L’importante è fare, non criticare chi fa! Perché esiste solo un modo per affermare la civiltà: proteggere la vita. Punto.
Mi piace aggiungere, qui, la prefazione del libro “Manifesto animalista” di Michela Vittoria Brambilla che esprime questo concetto basilare, in maniera esemplare e meno … fumantina di quanto lo abbia espresso io. Che si sappia in giro, che possa aprire l’orizzonte del pensiero e dotarlo di umanità ed empatia.

Prefazione Manifesto Animalista
Una delle domande che più frequentemente mi vengono rivolte è perché difenda con tanta tenacia gli animali e non metta altrettanta energia nel proteggere i diritti delle persone meno fortunate o colpite dalla crisi economica. Per rispondere, devo innanzitutto contraddire la premessa implicita nella domanda. Forse non sempre i media se ne sono accorti, ma nelle mie iniziative per affermare i diritti delle persone metto esattamente la stessa energia e la stessa “grinta” che impiego nel mio impegno come animalista.

Devo tuttavia confessare che provo fastidio per la forzata contrapposizione tra uomo e animale, che di tanto in tanto viene proposta come se si dovesse inevitabilmente scegliere chi dei due gettare fuori bordo. In questo comodo aut-aut sono facilmente rilevabili le tracce di concezioni antropocentriche che hanno antiche radici nel pensiero greco, nell’aristotelismo cristiano, quello che faceva dire a Tommaso d’Aquino: “Gli animali e le piante non hanno una vita razionale, per mezzo della quale guidarsi e muoversi da se stessi: segno che sono radicalmente servi, servi secondo natura, fatti per l’uso da parte degli altri”.

Partiamo invece da ciò che accomuna l’uomo e gli animali, il dono della vita, e scopriremo che il rapporto tra noi e loro non è certo quello tra il soggetto pensante e lo strumento inanimato. L’uomo non è il padrone, al massimo è il custode el’amministratore del creato. E gli animali, volen­ti o nolenti, viaggiano sull’arca planetaria come passegge­ri affidati alla nostra responsabilità. Diversamente da noi, non hanno voce, non hanno avvocati e non fanno politi­ca. Ecco perché, nel difendere la vita in generale, mi pare giusto, senza trascurare le persone, cominciare dagli ani­mali. E poi tutelare gli animali spesso vuol dire tutelare le persone: chi difende, per esempio, cani e gatti, indiretta­mente aiuta anche coloro che li amano e che con essi con­vivono, ovvero milioni di italiani.

La nostra società sta oggi attraversando una fase di gran­di cambiamenti che investono, naturalmente, anche il rap­porto tra l’uomo e gli animali. Il sequestro dell’allevamen­to Green Hill di Montichiari, a seguito dell’indagine aperta dalla Procura di Brescia, è probabilmente l’evento-simbo­lo di questa rivoluzione sempre meno silenziosa. Per la prima volta, nel nostro paese, la magistratura interpreta il reato di maltrattamento in chiave realmente moderna, as­sumendo il punto di vista delle vere vittime (i beagle) e del­le loro esigenze etologiche, contro i preponderanti interes­si di una grande multinazionale senza volto.

Quale segno più evidente del crollo di vecchi steccati, dello svanire di antichi pregiudizi?

Nel corso degli anni, mentre combattevo le battaglie per difendere i diritti degli animali, mi sono resa conto che queste indispensabili campagne costituivano solo una par­te di un impegno necessariamente più vasto. Devo anche questo ai miei piccoli amici: avermi aiutato a capire per tem­po che dobbiamo curare l’arca su cui siamo imbarcati.

Non possiamo difendere gli esseri viventi senza salvaguarda­re l’ambiente nel quale tutti insieme abitiamo. Abbiamo il dovere di consegnare a chi verrà dopo di noi il patrimonio che abbiamo ricevuto. Se non cambiamo il nostro modo di vivere, se non prestiamo attenzione anche ai piccoli gesti della vita quotidiana, rischiamo di contribuire a un collas­so globale, che può essere improvviso e irreversibile. Mi­glioriamo l’ambiente urbano, proteggiamo la natura e gli animali, battiamoci per la qualità dell’aria e delle acque, tuteliamo il mare e i suoi abitanti.

Ricordiamoci che la generosità della Terra non è infinita.

Questo libro vuole dunque presentare, distinti per capitoli dieci punti di un manifesto che può essere sottoscritto da chiunque voglia essere “la coscienza degli animali e della Terra”, da chiunque voglia dare voce a chi non ce l’ha.

PARTECIPA AL CAMBIAMENTO
SOTTOSCRIVI IL MANIFESTO PER LA COSCIENZA DEGLI ANIMALI

http://www.lacoscienzadeglianimali.it/index.php/sottoscrivi-anche-tu-il-manifesto

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