CETACEI IN CATTIVITA': LA CAPORETTO DEI DELFINARI ITALIANI NEL DOSSIER DELLA LAV

CETACEI IN CATTIVITA': LA CAPORETTO DEI DELFINARI ITALIANI NEL DOSSIER DELLA LAV

103
CONDIVIDI
duedelfini.png

LAV e Marevivo lanciano in Italia la campagna europea SOS DELFINI con il sito internet dedicato www.sosdelfini.org, in occasione della Giornata mondiale contro la cattività dei mammiferi marini, oggi 4 luglio: “In Italia i delfinari non hanno alcuna funzione educativa né scientifica o di conservazione della specie, ovvero non rispettano queste caratteristiche obbligatorie per legge, facendo invece spettacolo: un inganno che i potenziali visitatori devono conoscere e a cui dobbiamo mettere fine, a tutela degli animali imprigionati in questa inaccettabile, forzata cattività”, affermano LAV e Marevivo.
Il tradimento della funzione “scientifica-educativa” da parte dei delfinari è confermato da un’investigazione svolta dalla LAV (vedi sotto), che ha messo in luce le violazioni delle disposizioni dettate dal Decreto Ministeriale 469/2001 in materia di condizioni per il mantenimento in cattività dei delfini Tursiopi (i Tursiops Truncatus sono la specie normalmente utilizzata nei delfinari per la sua intelligenza),requisiti minimi, sistemazione, comfort e benessere animale, equipaggiamenti all’interno delle vasche e loro costruzione e mantenimento, prevenzione di stress e/o danni ai delfini Tursiopi, manipolazione e addestramento. Su queste irregolarità la LAV si riserva di adire le vie legali.
L’investigazione, svolta la scorsa estate, ha riguardato i delfinari attivi in Italia, ovvero il Delfinario di Fasanolandia (Fasano, Brindisi), Zoomarine (Torvajanica, Roma), il Delfinario di Oltremare (Riccione), il Delfinario di Rimini, Gardaland (Verona)il cui delfinario però è stato successivamente chiuso alla fine del 2012, dopo non pochi decessi di delfini (Hector, Violetta e Tango, per citarne alcuni) per gravi carenze nella gestione, nell’alimentazione e nel superlavoro richiesto loro, soprattutto durante la stagione estiva; il parco non è però rimasto senza animali in quanto ha aperto un Sea Life Acquarium.Presso l’Acquario di Genova, che già detiene alcuni delfini che però non vengono fatti esibire, è prevista la costruzione di un grande delfinario.
Al fianco di LAV e Marevivo per lanciare l’appello SOS DELFINI, l’attore Giorgio Panariello e la presentatrice Licia Colò che hanno realizzato un breve spot per www.sosdelfini.org, a sostegno della campagna europea promossa dall’associazione spagnola Faada e realizzata in collaborazione con Born Free Foundation:

“Per ogni delfino che sopravvive in un delfinario, la maggior parte muore nel tentativo di adattarsi – spiegano Giorgio Panariello e Licia Colò – La vita in cattività è fonte di stress e depressione, tanto che a volte è necessario dare loro tranquillanti e farmaci. Il pubblico che visita i delfinari, dove gli animali sono sottoposti ad addestramenti e costretti a fare spettacoli, a nuotare con le persone, a subire rumori molesti, non può continuare a ignorare questa sofferenza!”
“Consegneremo l’investigazione al Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando sollecitandolo a prendere atto delle violazioni documentate, talmente evidenti da rendere inevitabile la chiusura dei delfinari in Italia”, affermano LAV e Marevivo.
L’opinione pubblica disapprova questa forzata cattività: il 68% degli italiani vorrebbe proibire i delfinari in Italia, ritenendo che non contribuiscano affatto alla conservazione della biodiversità e dell’ambiente, lo rivela un sondaggio IPSOS commissionato da One Voice, associazione animalista francese. Il campione ha coinvolto quattro Paesi europei: Italia, Francia, Spagna e Germania.
L’81% degli italiani intervistati ha ammesso che i delfini sono più felici in natura e il 73% si è dichiarato contrario alla cattura dei delfini in natura per destinarli ad una vita in cattività nei delfinari o nei parchi di divertimento, fino ad arrivare al 96% degli italiani che si augura che in futuro la cattura dei delfini per essere esibiti nei delfinari e nei parchi di divertimento sia proibita o strettamente regolamentata.
Secondo il 66% di intervistati italiani, inoltre, la cattività aumenta il tasso di mortalità dei delfini e il 71% degli italiani pensa che i delfinari non permettano di comprendere come gli animali vivano in natura.
La maggior parte degli intervistati, infine, ha visitato un delfinario o assistito a un’esibizione di delfini in un parco d’attrazioni (65% in Italia), il 58% dei quali negli ultimi 5 anni.
Alcuni Paesi hanno già adottato provvedimenti in favore dei cetacei:
•non detengono cetacei in cattività: Austria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lussemburgo, Polonia, Irlanda, Slovacchia, Slovenia, Regno Unito;
•i seguenti Stati UE hanno una legislazione nazionale che vieta la detenzione di cetacei in cattività: Cipro, Slovenia e Croazia;
•altri Stati in Europa: nel 2012 la Svizzera ha introdotto una legislazione per vietare l’importazione di cetacei;
•nel mondo: India, Cile, Costa Rica e Israele non hanno introdotto una legislazione specifica sull’abolizione dei delfinari e, di fatto, non hanno autorizzato per molti anni l’importazione di cetacei per fini espositivi.

L’INVESTIGAZIONE DELLA LAV: LE VIOLAZIONI RISCONTRATE NEI DELFINARI IN ITALIA

Che cosa prevede la legge

I delfinari, come i giardini zoologici, sono regolamentati dalla Direttiva zoo 1999/22/CE recepita in Italia dal Decreto Legislativo 21 marzo 2005, n.73. Inoltre, la detenzione e l’utilizzo della specie di delfini presente nei delfinari italiani (Tursiops Truncatus) sono sottoposti ai vincoli stabiliti dal Decreto 6 dicembre 2001, n. 469.
Dei 5 delfinari in attività solo 2 hanno ottenuto la licenza di Giardino Zoologico: l’Acquario di Genova (10 novembre 2010) e Zoomarine (17 giugno 2009). Il Delfinario di Fasanolandiae Oltremare di Riccione hanno presentato la domanda per ottenere la licenza mentre il Delfinario di Rimini ha inoltrato istanza di esclusione, che non è stata accolta.
A partire dalla Direttiva Europea sono stati definiti i requisiti di base necessari per un giardino zoologico, tra i quali:
•partecipare a ricerche da cui risultino vantaggi per la conservazione delle specie e/o ad azioni di formazione nelle pertinenti tecniche di conservazione e/o a scambi di informazioni circa la conservazione delle specie e/o l’allevamento in cattività, il ripopolamento o la reintroduzione di specie nella vita selvatica;
•promuovere l’istruzione e la sensibilità del pubblico alla conservazione della biodiversità, in particolare fornendo informazioni sulle specie esposte e sui loro habitat naturali;
•sistemare gli animali in condizioni volte a soddisfare le esigenze biologiche e di conservazione delle singole specie, in particolare provvedendo ad un arricchimento specifico delle zone recintate sotto il profilo della specie e mantenere un elevato livello qualitativo nella custodia degli animali grazie ad un vasto programma di trattamenti veterinari preventivi e curativi e di alimentazione;
•impedire la fuga degli animali per evitare eventuali minacce ecologiche per le specie indigene ed impedire il diffondersi di parassiti provenienti dall’esterno.
Il Decreto Legislativo 73/2005 e il Decreto Ministeriale 469/01 hanno poi esteso questi requisiti entrando maggiormente nel dettaglio e proprio sulla base del Decreto Ministeriale 469/01 la LAV ha svolto i controlli.

Le violazioni riscontrate
L’investigazione della LAV, svolta la scorsa estate, ha riguardato l’osservanza delle seguenti dettagliate prescrizioni del Decreto Ministeriale 469/01:
A) CONDIZIONI per il mantenimento in cattività dei delfini Tursiops Truncatus, suddivise in:
– Educazione:
o Esteso e articolato programma educativo per scuole e visitatori. Materiale audio/video, esposizioni interattive, visite guidate, programmi didattici da svolgere all’esterno della struttura e quanto altro necessario
o Incaricato all’educazione qualificato a tempo pieno;
o Opuscolo,
scientificamente accurato, a disposizione del pubblico;
o Dimostrazioni basate sul comportamento naturale dell’animale;
o Opuscoli, dimostrazione, ecc. elaborati in collaborazione con l’incaricato all’educazione;
o Vasche con oblò o televisioni a circuito chiuso, eventualmente per rendere accessibili le vocalizzazioni dei delfini
Queste norme sono largamente disattese da tutti i delfinari. Nessun opuscolo informativo, poche o nulle informazioni scientifiche nel corso dello spettacolo (informazioni scientifiche, approssimativamente: Fasano 4’35”su 26’56” di spettacolo, Zoomarine 5’05” su 25’26” di spettacolo, Rimini, 7′ su 27’43” di spettacolo, Oltremare nessuna informazione). Solo uno dei delfinari (Oltremare) prevedeva una visita guidata gratuita (di gruppo) di circa mezz’ora per il pubblico, con informazioni sui cetacei. Non tutti i delfinari avevano oblò a disposizione per vedere i delfini all’interno delle vasche. Solo in un caso (Zoomarine) abbiamo trovato personale formato (biologo) a disposizione del pubblico e, anche in questo caso, perché era stata fatta espressa richiesta.
B) REQUISITI MINIMI per il mantenimento in cattività di delfini Tursiops Truncatus, suddivisi in:
– I) Strutture, spazi, attività, gruppi sociali
o Vasche riservate ai Tursiopi e non usate per altri scopi.
o Superficie minima non inferiore a 400 mq per gruppi fino a 5 delfini. Il gruppo deve avere accesso in ogni momento almeno all’intera superficie minima indicata.
o La vasca deve essere progettata per fornire un ambiente sicuro, privo di ostacoli, senza causare danni ai delfini e allestita in modo tale da fornire un ambiente stimolante che aiuti e incoraggi un normale repertorio comportamentale di questi mammiferi.
o Tutte le strutture devono essere provviste di vasche per il trattamento medico veterinario dei delfini. Tali vasche devono essere fisicamente isolate da quelle utilizzate per il mantenimento, per prevenire la trasmissione di agenti patogeni, inoltre le stesse devono disporre di un impianto di filtraggio dell’acqua autonomo.
o I delfini compatibili non devono essere tenuti separati, ad eccezione di quelli temporaneamente mantenuti in isolamento.
Anche queste prescrizioni non sono spesso rispettate. Ad esempio, dove sono presenti i gruppi maggiori di delfini (Zoomarine, Oltremare) gli animali vengono tenuti separati nel corso dello spettacolo. Tutte le piscine sono gestite con un sistema di chiuse rimovibili che consente di gestire le vasche a cui i delfini possono avere o meno accesso. Uno dei parchi (Oltremare) dava accesso alle vasche dei delfini ad alcuni tuffatori nel corso dello spettacolo.
Le vasche erano completamente prive di arricchimenti ambientali e stimoli. Il Delfinario diRimini non ha vasche veterinarie specifiche in quanto consiste in un’unica vasca cilindrica. Ci sono seri dubbi sulla presenza di vasche veterinarie anche negli altri delfinari ma non è stato possibile avere conferma.

– II) Sistemazione, comfort e benessere
o I delfini nelle vasche all’aperto devono in ogni caso disporre di zone d’ombra. Queste devono essere comunque estese soprattutto nelle zone di minore profondità.
o I delfini saranno preferibilmente mantenuti in sistemazioni all’aria aperta purché sia improbabile che le fluttuazioni della temperatura dell’aria creino problemi di ordine igienico-sanitario ai delfini.
o Le vasche destinate al trattamento medico veterinario devono essere progettate in modo da poter essere svuotate in 15 minuti.
o Devono essere prese precauzioni per evitare che oggetti estranei entrino nelle vasche.
Le zone d’ombra non erano sempre disponibili. Alcuni delfinari avevano zone d’ombra create dalle gradinate. Solo a Zoomarine è stata rilevata un’area volutamente ombreggiata ma, anche in questo caso, non sempre ai delfini è consentito l’accesso a tutte le aree.
Zoomarine e Oltremare hanno effettivamente protezioni di vetro che rendono, se non impossibile, estremamente difficile introdurre oggetti esterni nelle vasche. Le piscine di Fasano e Rimini sono invece circondate da una semplice ringhiera di metallo.
– III) Equipaggiamenti all’interno delle vasche, prevenzione di stress e/o danni ai tursiopi, costruzione e mantenimento delle vasche, manipolazione e addestramento
o Le vasche per i delfini devono essere mantenute in buone condizioni; particolare attenzione deve essere prestata durante la costruzione e i lavori di mantenimento, in modo che gli animali non siano esposti a rumori eccessivi, oppure affinché corpi estranei e/o altri materiali non cadano nelle vasche.
o La manipolazione dei delfini deve essere mantenuta ad un livello minimo e deve essere effettuata il più celermente e attentamente possibile, in modo da non causare disagi non necessari, surriscaldamenti, stress comportamentali o danni fisici e dev’essere effettuata solo da personale esperto.
o I delfini devono essere rimossi dall’acqua solo quando assolutamente necessario e solo in presenza del medico veterinario o del curatore responsabile.
o Le dimostrazioni devono essere variabili ed effettuate utilizzando differenti combinazioni di delfini per dimostrazioni diverse; al gruppo di delfini deve contemporaneamente essere garantito un giorno a settimana esente da dimostrazioni.
o Il nuoto con i delfini è vietato; è invece permesso solo all’addestratore. […] Altri soggetti possono essere autorizzati, solamente per scopi scientifici, dall’Autorità di gestione CITES, sentita l’Autorità scientifica CITES.
o I delfini non devono essere alimentati dal pubblico, né devono entrare a contatto fisico con lo stesso. Durante le eventuali dimostrazioni la sorveglianza deve essere continua per evitare che i visitatori abbiano un contatto fisico con i delfini o gettino oggetti nelle vasche.
o Ai visitatori è vietato l’accesso alle aree di servizio e alle vasche di mantenimento.
I delfinari si trovano quasi sempre all’interno di parchi di divertimento (Fasano, Oltremare, Zoomarine) e quindi immersi nel rumore, a Zoomarine si sono addirittura svolti spettacoli ed eventi. Il Delfinario di Rimini si trova presso una spiaggia sul lungomare, affiancato da una strada e da diversi locali notturni. Oltre a questi rumori “di fondo” gli spettacoli sono accompagnati da musica ad alto volume e, in alcuni casi, da “intrattenitori” dotati di microfono e fischietti per sollecitare il pubblico.
I delfini nel corso dello spettacolo vengono più volte a contatto con gli addestratori: spingendoli, venendone accarezzati, ecc. In tutti i delfinari è stato possibile da parte di alcuni spettatori avere contatti diretti con gli animali, nel corso dello spettacolo o dietro le quinte. In alcuni delfinari sono possibili anche maggior interazioni come “baci” con il delfino, fino a poter nuotare insieme a questi mammiferi nonostante la legge lo vieti! Per alcuni di questi contatti i visitatori hanno accesso alle aree delle vasche destinate agli addestratori.
Infine, nel corso dello spettacolo i delfini, tranne a Rimini, vengono fatti uscire dalle vasche.
Nel periodo estivo nessuno dei delfinari citati prevede il giorno di riposo per i delfini. In alcuni casi l’intero gruppo ripete lo spettacolo più volte nel corso della giornata.

Commenti

commenti