RUSSIA, SOS AMBIENTE: PERDUTE DUEMILA TONNELLATE DI PETROLIO

RUSSIA, SOS AMBIENTE: PERDUTE DUEMILA TONNELLATE DI PETROLIO

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Le autorità: contaminata una zona di 8.000 mq

Fino a 2.000 tonnellate di petrolio sono fuoriuscite da un importante pozzo nel Nord della Russia dopo che gli operai hanno tentato di contenere la perdita per due giorni. Lo riferiscono le autorità locali.
L’incidente è accaduto venerdì scorso nella regione petrolifera di Trebs, nel Distretto autonomo di Nenets, durante i lavori di esplorazione in un pozzo. Il petrolio è uscito fuori per quasi due giorni prima che gli operai siano riusciti a tappare il pozzo domenica mattina, secondo gli ufficiali del ministero dell’Emergenza.
Vladimir Bezumov, capo nella zona dell’Agenzia ambientale russa, ha detto che la perdita del weekend ammonta fra le 800 e le 2.000 tonnellate e ha contaminato un terreno di almeno 8.000 metri quadrati. E un’altra zona di 6.000 metri quadri potrebbe essere stata lievemente danneggiata. Bezumov ha poi fatto sapere che è ancora troppo presto per parlare delle cause dell’incidente, ma è probabile che si tratti di una combinazione fra problemi tecnici e l’errore umano.
Il pozzo di petrolio, sviluppato da una joint venture formata dalla Lukoil, la più grande compagnia privata russa, e dalla Bshneft, un altro colosso locale, contiene qualcosa come 153 milioni di tonnellate di greggio.
Bezumov ha poi spiegato: “Gli ufficiali ambientali russi intenteranno una causa contro le compagnie petrolifere non appena termineranno le operazioni di pulizia”.
La zona intorno al pozzo colpito dall’incidente è per gran parte disabitata, ma la perdita di petrolio ha danneggiato i pascoli sfruttati dai pastori di renne.
Un incidente del genere non accadeva in Russia da anni. Però la manutenzione degli oleodotti nei pozzi è scarsa. E le perdite di petrolio dalle condutture arrugginite e dai pozzi sigillati male, secondo gli esperti, succedono ogni giorno. Un’inchiesta condotta nel 2011 dall’Associated Press ha dimostrato che ogni anno si disperde nell’ambiente almeno l’un per cento della produzione annuale di petrolio, cioè cinque milioni di tonnellate.

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