L'allevamento intensivo e l'ignoranza

L'allevamento intensivo e l'ignoranza

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Maltrattare un animale,quindi anche le tartarughe, non sempre significa arrecargli delle torture consapevolmente. 
Anche questo capitolo dovrebbe essere esplicitato in modo più approfondito, ma per ragioni di spazio mi soffermo a due delle cause maggiori. L’allevamento intensivo e l’ignoranza.
Sappiamo già che chi esporta(in molti casi) le tartarughine, della specie Trachemys, in massa dentro contenitori inadatti, è un criminale al quale non importa minimamente della vita di questi animali e pensa solo al guadagno di denaro. Faccio un esempio, ma è solo la punta di un iceberg: http://tartamondoonlus.wix.com/tartamondo#!news/vstc4=aiutateci-a-salvare-100-tartarughine.
Animali prodotti in modo intensivo, a volte superando il limite delle torture, e poi impacchettati e spediti come giocattoli per il settore PET, giungono nei negozi e poi nelle case di chi le acquista già “stremate e indebolite” dalle condizioni di maltrattamento ricevuto nei primi giorni di vita, e in molti casi anche malate e prossime a una morte lenta e dolorosa.
Superata la fase produttiva,le tartarughine d’acqua dolce che per “incauto acquisto” entrano a far parte della vita quotidiana di molte persone, solitamente subiscono maltrattamenti dovuti all’ignoranza. Il primo errore che si commette è di valutare la tartaruga come un animale resistente dovuto al fatto che ha un guscio (risultato da mie interviste). Le tartarughe sono animali delicati ed esigenti,specialmente quando sono piccole. Un altro grave errore è comprare l’animale e “poi” informarsi sulle sue necessità. Molti negozianti (non tutti per fortuna) pur di vendere sono disposti a tutto, e si arricchiscono sull’ignoranza del nuovo cliente che non sa nulla sull’allevamento corretto , se un cliente chiede una tartaruga volante il negoziante scorretto dice: “Ce l’ho!” (battuta esagerata, ma non mi discosto tanto dalla realtà di ciò che ho appreso negli anni) , molti altri non sanno (ed è gravissimo) neanche cosa stanno vendendo e suggeriscono sistemi sbagliati di allevamento che porteranno le tartarughe ad ammalarsi e morire, sempre soffrendo lentamente. Un ultimo errore fatale, che metto in risalto su questo post, che tanti commettono (causa di moltissimi decessi di tartarughe) è l’alimentazione sbagliata. I famosi gamberetti secchi sono insufficienti per lo sviluppo delle tartarughe, e come se noi mangiassimo sempre patatine fritte, alla fine ci si ammala. Il maltrattamento quindi in casi come questi, avviene anche senza averne la volontà. Informo tutti che le basi di un corretto allevamento sono Igiene, Alimentazione e Spazio adeguati. Se non potete offrire questi a un animale, non compratelo, commettereste solo del maltrattamento e ne soffrireste anche voi o i vostri cari (visto che l’incauto acquisto è frutto anche dell’egoismo).
Abbandono; in molti casi succede che la tartaruga, per sua fortuna o sfortuna, riesce a sopravvivere a un allevamento sbagliato (in vasche da bagno, ambienti quasi sempre bui, mangiando wurstel e prosciutto a non finire, ecc.), ma qui si arriva al sorgere di un altro problema non considerato prima dell’acquisto. La crescita! Le Trachemys da adulte possono raggiungere i 30 cm (e vivere in media 35 anni).Molti si trovano impreparati e non avendo lo spazio adeguato per la corretta gestione dell’animale o essendo stanchi di stare dietro a un animale che necessità di tante attenzioni e tempo (e anche denaro per coprire spese di attrezzature, veterinario, energia,acqua,alimentazione,ecc.) decidono di “liberarlo”.
Ricordiamo che liberare animali esotici equivale a un abbandono (Legge 20 luglio 2004, n.189, articolo 727. leggete: http://www.camera.it/parlam/leggi/04189l.htm). Purtroppo molta gente, anche senza cattiveria, ma per pura ignoranza, pensa che lasciando una tartaruga in una fontana o vasca/laghetto di un parco comunale, essa vivrà bene. Sbagliato ( ho fatto ricerche sul territorio italiano e anche in altre nazioni europee), se già ci sono tartarughe grandi abbandonate, le piccole che vengono gettate possono essere divorate, se c’è sovraffollamento e scarsa igiene possono nascere infezioni batteriche, l’alimentazione sbagliata (ricordo dei turisti russi in un parco in Liguria che distribuivano ogni giorno una busta di pane alle tartarughe e io gli spiegai che le stavano uccidendo in quel modo… gli avrebbero fatto nascere problemi intestinali e sofferenze…ci rimasero male, ignoravano!),la mancanza di rifugi per il letargo, ecc. portano a una selezione naturale,il più forte sopravvive, e anche se sembra che le tartarughe sono sempre in gran numero è spiegato dal fatto che avvengono continui e numerosi abbandoni. Questo per quanto concerne l’abbandono in centri abitati,non mi dilungo oltre.
Il problema più grave che porta le stesse conseguenze soprascritte alle tartarughe, ma che danneggia anche l’ambiente è il loro rilascio in corsi d’acqua,fiumi,laghi,stagni,ecc.
Le Trachemys sono onnivore, mangiano di tutto, pensando di lasciare l’animale in natura per farlo stare meglio si causa un disastro ambientale. Esse mangiano pesci, crostacei, insetti, gasteropodi, pulcini di uccelli acquatici, piante di vario genere (anche rare),ecc. Queste tartarughe che sappiamo essere alloctone, ovvero provenienti da altri ecosistemi/aree del mondo, si ambientano alle nostre latitudini( le più forti che riescono a sopravvivere) e riescono anche a riprodursi infestando e rubando spazio vitale a flora e fauna autoctona. Possono diventare devastanti,ma ricordiamoci che la colpa è sempre di chi le abbandona.
Ogni anno migliaia di tartarughe vengono acquistate e fatte morire per ignoranza, ogni anno migliaia di tartarughe vengono abbandonate e fatte morire per stupidità. Ogni anno il nostro territorio viene invaso e danneggiato da animali alloctoni abbandonati. Questi problemi delle tartarughe specie Trachemys, ho scoperto accomunano diverse nazioni in Europa, da questo nasce un progetto che poi presenteremo, collaborando con la F.I.A.D.A.A. e altre associazioni europee specifiche del settore, alla Commissione Europea (ne riparleremo successivamente).
Nel prossimo post parleremo di soluzioni,mi auguro che queste informazioni, anche se molto ristrette, facciano breccia nei pensieri di molti e vengano condivise e divulgate. La corretta informazione è alla base della tutela degli animali e dell’ambiente,insistiamo e le cose cambieranno in meglio per tutti!
Vi abbraccio virtualmente
http://tartamondoonlus.wix.com/tartamondo
https://www.facebook.com/pages/TARTAMONDO-ONLUS/184537928260536?ref=hl

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