Salviamo i cani dell'Ucraina

Salviamo i cani dell'Ucraina

89
CONDIVIDI

Da circa un anno, le autorità ucraine hanno deciso di ripulire le strade da cani e gatti randagi in vista degli Europei di calcio 2012 che si giocheranno in Polonia e in Ucraina. In particolare le autorità di Kiev e di Lungansk hanno deciso che per dare una nuova immagine alle proprie città, gli animali devono essere uccisi ad ogni prezzo e ad ogni costo.
Questa aberrante decisione comporta un massacro senza precedenti puntualmente condotto ogni mattina da impiegati comunali presso parchi e strade con polpette avvelenate, spesso accidentalmente ingerite da ignari cani di proprietà, che muoiono dopo terribili agonie davanti agli occhi attoniti dei loro padroni.
Ma la ferocia e la barbarie non terminano qui; oltre al veleno, e alle fucilate, si aggiungono i terribili forni crematori mobili ove gli animali vengono gettati ancora vivi.
Questa è l’ultima macabra trovata delle autorità ucraine. Ma pratiche barbare ed indegne di una società civile si coniugano con la peggiore forma di corruzione e di lucro da parte degli impiegati comunali.
Lo stanziamento di fondi necessario a questo scopo, viene infatti fatto sulla base di stime appositamente gonfiate da impiegati corrotti che dichiarano più animali randagi rispetto alla realtà.

In occasione della partita di Champions League Inter-Marsiglia l’OIPA ha messo in scena una protesta scenografica fuori dallo stadio San Siro contro il massacro dei randagi in Ucraina per chiedere alla UEFA di prendere una posizione decisiva in merito.
Il messaggio è stato amplificato all’interno dello stadio dalla Curva Nord dell’Inter che ha esposto due striscioni a tema esplicitamente rivolti al Presidente UEFA, Miche Platinì, presente sugli spalti.
L’OIPA sta monitorando da vicino, attraverso la testimonianza del delegato OIPA Ucraina Andrea Cisternino, quanto sta accedendo nel Paese dove, dopo decenni di gestione inesistente del randagismo, le istituzioni hanno deciso di affrontare il problema del sovrannumero di cani randagi pianificando uccisioni sistematiche. L’incremento di tale barbarie ha coinciso con la decisione della Uefa di designare il Paese come sede, insieme alla Polonia, di Euro 2012.
Ecco perché, oltre ad appellarci e a fare pressione sulle istituzioni locali, chiediamo alla Uefa di prendere una posizione forte, non limitandosi a dissociarsi da quanto sta accadendo.

Commenti

commenti