LA STORIA DI MIRA, BRUCIATA IN AUTO NEL TORINESE

LA STORIA DI MIRA, BRUCIATA IN AUTO NEL TORINESE

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“Sono degli assassini e devono pagarla. Non si può uccidere un cane in questo modo”. Ecco il grido di dolore e di accusa di Pierantonio Monetta, un allevatore di Quincinetto, in provincia di Torino, padrone di Mira, un bellissimo esemplare di pastore belga, ucciso perfidamente l’altra notte nell’incendio dell’automobile del suo proprietario. “Erano circa le due – racconta Monetta, trattenendo lacrime di rabbia al quotidiano “la Sentinella del Canavese” – abbiamo sentito i cani abbaiare e ho subito capito che qualcosa non andava. Mi sono precipitato in strada e ho visto la mia macchina avvolta nelle fiamme”.
La Suzuki Vitara dei fratelli Monetta, Edoardo e Pierantonio, era parcheggiata davanti a casa loro, in via Cialdini 14, poco distante dal casello dell’autostrada Torino-Aosta. È caccia ancora ai responsabili.

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