“L’ISOLA DELL’IMMONDIZIA” DI CORSA VERSO LE COSTE USA E CANADESI

“L’ISOLA DELL’IMMONDIZIA” DI CORSA VERSO LE COSTE USA E CANADESI

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Tsunami giapponese, la massa di detriti si muove

Barche, container, pali della luce ed alberi. Ma anche case, pensate, ancora intere. Stiamo parlando dell’enorme isola galleggiante che si è formata dopo che l’onda di ritorno dello tsunami, che ha spazzato lo scorso anno le coste del Giappone, ha trascinato in mare aperto tutto quello che ha trovato nella sua corsa sulla terra ferma. Una devastazione enorme che ancora oggi si può vedere grazie alle immagini dei satelliti che ne stanno seguendo il percorso.
Si stima che su un totale di 4,8 milioni di tonnellate di materiali strappati alla costa, almeno 1,5 milioni sia rimasto a galla ed abbia formato una gigantesca scia di detriti lunga 4.000 miglia nautiche che si muove nel Pacifico settentrionale spinta dalle correnti e dai venti ad una velocità superiore rispetto alle previsioni.
Sulle coste americane e canadesi, dove è previsto ad ottobre lo “sbarco” dei relitti, le autorità hanno messo in guardia la popolazione anche sull’eventuale ritrovamento di resti umani o di effetti personali di cui si tenterà, nei limiti del possibile, di rintracciare i prorietari. Come è accaduto per quel pallone da calcio trovato su un’isola disabitata al largo dell’Alaska poi restituito al legittimo proprietario, un ragazzo giapponese della cittadina di Rikuzentakata.
Nei mesi scorsi la guardia costiera americana aveva, invece, avvistato un peschereccio di 160 piedi, che è stato affondato perché diventato pericoloso per la navigazione. Tra le cose strane trovate, sulla costa della British Colunbia, si è arenata persino una cassa con una Harley-Davidson arrugginita registrata in Giappone nella prefettura di Miyagi ed un set di mazze da golf. (Foto: Yuichiro Haga)

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