ROMA E FIRENZE, DUE INCIDENTI CON LA CARROZZELLA

ROMA E FIRENZE, DUE INCIDENTI CON LA CARROZZELLA

71
CONDIVIDI
botticella.png

La botticella perde una ruota, il cavallo si imbizzarrisce e percorre centinaia di metri senza guida travolgendo quattro automobili parcheggiate. E’ accaduto mercoledì pomeriggio in via Galvani a Roma, nel popolare quartiere di Testaccio. Il vetturino è caduto ed è stato portato in ospedale. Il cavallo si è ferito ad una gamba. E solo per un caso non ci sono state conseguenze più gravi. Un incidente simile, nello stesso giorno, è accaduto a Firenze, in via delle Porte NUove. Secondo alcuni testimoni, il cavallo si sarebbe imbizzarrito forse a causa del passaggio di un’auto o di una moto, cadendo ripetutamente sull’asfalto e provocandosi alcune lesioni ad entrambi gli arti posteriori, come è ben visibile dalle fotografie scattate subito dopo l’incidente da un volontario della LAV di Firenze che si trovava casualmente nei paraggi. Inoltre, i segni lasciati sull’asfalto dai ferri mostrano chiaramente come il cavallo abbia percorso circa 70/80 metri senza più alcun controllo, e già sanguinante.
“Il problema dei cavalli utilizzati per il traino di carrozze non riguarda solo Roma, anche altre città, tra cui Firenze, che si servono ancora di questo anacronistico e crudele mezzo di trasporto per i turisti – dichiara Nadia Zurlo, responsabile nazionale del settore Equidi LAV – “Cavalli che stazionano per ore sotto il sole in piazze affollate e rumorose, bardati pesantemente e con l’imboccatura che non viene tolta nemmeno durante le soste in attesa dei clienti, costretti a camminare sui sanpietrini e sull’asfalto, nelle condizioni quanto più lontane a quelle naturali: ecco la vita di queste sfortunate creature, passate dalle corse in ippodromo alle strade delle città”.
Nei mesi scorsi la LAV ha avviato un’indagine approfondita sulle botticelle romane che ha, tra l’altro, evidenziato una serie di gravi irregolarità nonché la macellazione illecita del cavallo Pallino. A tutt’oggi le chiare domande rivolte alla pubblica amministrazione capitolina non hanno avuto risposte, segno di una volontà a coprire la mala gestione di questo servizio pubblico.
I soldi dei cittadini vengono oggi spesi per ‘edificazione delle nuove stalle a Villa Borghese, facendo scempio di uno dei parchi più importanti di Roma, sul quale persistono vincoli ambientali ed archeologici.
“La LAV non ferma la sua lotta contro l’uso dei cavalli per le botticelle, e non solo, la estende a tutte le località in cui esistono situazioni analoghe: è ora di riconvertire un settore che, al giorno d’oggi, non ha più senso di esistere”, conclude Nadia Zurlo.
Sull’incidente di Roma interviene anche l’Enpa. “Soltanto un miracolo ha impedito che l’ennesimo incidente occorso a una botticella avesse una conclusione ben più tragica sia per il povero cavallo che per il vetturino”, commenta una nota dell’Enpa.. “Quanto accaduto nel quartiere romano di Testaccio è la prova inconfutabile che, come da noi più volte denunciato, la politica di Alemanno in materia di animali è un tristissimo fallimento. Il sindaco della Capitale – aggiunge l’Enpa – sarà ricordato per gli innumerevoli proclami, solenni e roboanti, con cui ha più volte annunciato di voler finalmente mettere fine alle penose condizioni di vita dei cavalli delle botticelle; impegni che sono stati puntualmente disattesi. Ma Alemanno sarà soprattutto ricordato per avere smantellato l’ufficio diritti animali che, dopo diciotto anni di onorata carriera durante i quali è stato un esempio per moltissime altre realtà del nostro Paese, poche settimane fa con una patetica motivazione che parla di “normalizzazione” ha in realtà mestamente chiuso i battenti. Francamente, fare peggio di così è molto difficile. Di fronte all’immobilismo del primo cittadino, non resta che affidarsi alla Divina Provvidenza, con la speranza che non si verifichino altri “incidenti””.

Commenti

commenti