CACCIA IN PIEMONTE, BRAMBILLA: "RECEPIRE LE ISTANZE REFERENDARIE"

CACCIA IN PIEMONTE, BRAMBILLA: "RECEPIRE LE ISTANZE REFERENDARIE"

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“Attività venatoria pericolosa per i cittadini”

La nuova legge regionale sulla caccia sollecitata dal governatore Roberto Cota o qualsiasi provvedimento normativo che blocchi il voto del 3 giugno deve «recepire le richieste dei piemontesi e i contenuti del referendum, perchè a me interessa il risultato; e se questo può avvenire con un ordine del giorno a me va bene». Lo ha detto il deputato Pdl ed ex ministro Michela Vittoria Brambilla oggi a Torino per appoggiare un’iniziativa del comitato promotore. «Il fatto che si siano attesi 25 anni – ha osservato – è qualcosa di incredibile. Gli assessori regionali all’agricoltura di destra e di sinistra che si sono succeduti in tutto questo tempo avrebbero ben potuto risolvere la questione». Quanto alle azioni che il consiglio regionale può intraprendere per evitare il voto, Brambilla ha spiegato che «a me interessa il risultato: se può avvenire con un ordine del giorno che impegna la Regione a procedere in sede legislativa e normativa, recependo in maniera congrua le richieste dei piemontesi, a me va bene. L’importante è difendere la natura, l’ambiente e l’incolumità dei cittadiniN”.
In ogni caso “non si può calpestare la volontà dei piemontesi che si sono espressi per un referendum sulla caccia solo per tutelare una lobby composta dallo 0,6% di persone che amano scorazzare per le campagne vestite da Rambo. Da ex ministro del turismo – aggiunge –  posso dirvi quanto e come l’attività escursionistica delle famiglie, la domenica, venga disturbata. Feci fare un sondaggio dall’Ipsos da cui risultò che le persone hanno paura di passeggiare nei boschi perchè temono di essere impallinate. Oggi abbiamo un bollettino di guerra: la scorsa stagione ci sono stati undici morti e 75 feriti, e non solo tra i cacciatori.

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