Decreto semplificazioni, che fine faranno i nostri boschi?

Decreto semplificazioni, che fine faranno i nostri boschi?

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Se penso al pianeta di domani, a come lo desidero, lo vedo pieno di boschi. Boschi verdi, splendidi e rigogliosi. L’importanza dei boschi è straordinaria. Alberi, animali, aria salubre, meraviglia per gli occhi e per lo spirito, un vero e proprio tesoro di bellezza e biodiversità. Ed è per questo che siamo preoccupati per quanto che sta accadendo, o potrebbe accadere, in questi giorni in Senato.
Nel cosiddetto “Decreto Semplificazioni” c’è infatti una norma (l’articolo 24) che modificherebbe la classificazione di molti boschi italiani, quelli realizzati con i contributi della PAC, la Politica Agricola Comune dell’Unione Europea, e destinati al miglioramento ambientale delle nostre campagne.
Alto è il rischio che questi boschi, qualora la norma fosse approvata, verrebbero eliminati per far posto a nuove produzioni agricole. Nulla contro l’agricoltura, ci mancherebbe altro. L’agricoltura, oltre a produrre cibo e benessere, è oggi lo strumento più prezioso al mondo per la tutela della diversità biologica. Ma è proprio per questa ragione che serve un’agricoltura di alto livello, diversa, migliore, realmente multifunzionale, attenta alla qualità dei prodotti, al benessere animale e alla conservazione della fauna selvatica e degli habitat naturali. Tra i quali, appunto, ci sono i boschi.
Sarebbe davvero sbagliato, oggi, fare un passo indietro sulla strada del fortunato matrimonio tra agricoltura e ambiente, trasformando i boschi giovani in nuove aree intensive o addirittura desertificate.
Il Presidente Monti, il Ministro Catania, il Governo, il Senato, diano un segnale importante: cambino l’articolo 24 del Decreto Semplificazioni e salvino questo tesoro della natura che sono i boschi. Sarebbe un bel segnale, per l’Italia di oggi e quella di domani.

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