Isabel, grazie di esistere!

Isabel, grazie di esistere!

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A poche settimane di distanza dall’ultimo viaggio siamo ripartite nuovamente per Siviglia presso la Fondazione Benjamin Menhert. L’unica cosa sicura è sempre la destinazione, ogni volta non sappiamo cosa ci aspetta, non sappiamo a quale altra cattiveria andiamo incontro.
Questa volta avevamo un obiettivo: fare una bella intervista ad Isabel. Vogliamo raccontare al mondo di questa donna straordinaria, vogliamo raccontare cosa significa vivere per gli animali e soprattutto vogliamo raccontare di questo angelo umano che ogni giorno non perde il sorriso e la speranza… nonostante tutto.
Inizialmente non voleva fare questa intervista e ridendo ci dice che si deve fare bella… la verità è che non vuole apparire, che non vuole sentirsi una star dei cani. A differenza di molte persone che “usano” i cani per sentirsi importanti nella vita, lei vuole solo salvare anime pure che vedono l’inferno.
Finalmente riusciamo a bloccarla nel suo ufficio e iniziamo a fare l’intervista. Propongo che sia una chiacchierata tra noi, che non voglio farle le solite domande e man mano che lei ci racconta le domande nascono spontanee e la curiosità è tanta per non parlare delle emozioni.
Isabel fonda l’associazione nel 2000 quando si rende conto che su 10 cani che salvano 8 sono galgos. Nel 2008 finalmente costruiscono il rifugio e passano da associazione a fondazione. Si rende conto che i galgos sono tra i cani più massacrati. Ci racconta di una volta che avevano giustiziato con un colpo di pistola, senza ucciderli, 30 galgos e poi li avevano buttati dentro un pozzo. Lei e la figlia, di notte e sole, sono scese nel pozzo e li hanno tirati fuori uno ad uno e portati in salvo… non ne morì neanche uno!
Il suo racconto è sentito, come se fosse appena successo, i suoi occhi si riempiono di lacrime e dai nostri invece già ne sgorgano in gran quantità. Quando ti racconta ti trascina nelle situazioni ed è come se le avessimo vissute personalmente anche noi.
Le chiediamo di parlarci delle perreras e di quello che succede in Spagna a livello legislativo.
Ci spiega che ci sono due tipi di perrera quella municipale e quella privata. La perrera municipale di Siviglia si chiama Zoo Sanitario perché non hanno solo cani all’interno ma anche gatti, cavalli, galline, piccioni, conigli… in pratica qualsiasi tipo di animale che non si vuole più si porta li si firma un foglio e senza spendere neanche un centesimo si lascia il proprio animale. Isabel ed altre associazioni animalista hanno fatto degli accordi con la perrera per riscattare gli animali prima che li uccidino. Ben diversa è la situazione delle perreras private che non fanno entrare nessuno e che percepiscono dei soldi per ogni animale entrato. In particolare ci parla della perrera di Mairena che da poco sono riusciti ad entrare e portare in salvo tutti. All’interno venivano fatti traffici illegali di animali oppure venivano uccisi prima del tempo o peggio ancora non venivano nutriti ne puliti per tenere tutti i soldi per loro invece che spenderli per accudirli. Purtroppo ce ne sono tantissime…
Ci spiega, inoltre, che le leggi in Spagna non sono dalla parte degli animali. Hanno provato diverse volte a raccogliere delle firme per sottoporre il problema alla Comunità Europea ma purtroppo non hanno avuto nessun riscontro positivo…
Ma lei non si abbatte mai! Continua a portare avanti la sua causa contro tutti e tutto! Infonde una dolcezza infinita e nello stesso tempo una forza incredibile!
Ci racconta che in antichità il galgo era un cane della nobiltà e proprio per la sua eleganza veniva tenuto nelle corti. Man mano per la sua capacità di cacciare è stato usato anche nelle zone rurali e così venne declassato. Inizia così la terribile storia di galgo detenuto tra i galgueros e gitani.
Durante e dopo il periodo della caccia, a febbraio di ogni anno, i galgos che non sono idonei vengono eliminati in numerosi modi: abbandoni nelle campagne, impiccati, buttati nei pozzi, giustiziati, rubati, venduti… seviziati!
Isabel ci parla di statistiche che purtroppo non sono ufficiali e circa 50.000 galgos ogni anno vengono abbandonati ed uccisi.
Le chiediamo di come si svolge il lavoro in fondazione e con gli occhi lucidi ci dice che ogni anima che passa la porta di entrata per lei è una vita riscattata. Lei li ama tutti e ognuno di loro lascia un segno della sua vita. Solo nel 2013 hanno portato in adozione in tutta Europa 993 cani! Ogni anno vuole superare il numero dell’anno precedente e ci dice che senza le associazioni che si occupano di adozione, loro non potrebbero esistere. La fondazione, ci spiega, deve essere solo un luogo di passaggio dove i galgos, e tantissimi altri cani ed animali presenti (tra cui gatti, galline, piccioni, conigli, pecore, capre, cervi e maiali), entrano e vengono nutriti curati per poi cercare una famiglia che li possa accogliere per sempre.
Ci sottolinea che ogni persona che adotta un galgo ne salva due, perché per ogni posto che si libera ne viene salvato un altro. Ci ripete diverse volte “PONE UN GALGO EN TU VIDA”!
Nella sua esperienza ci dice che molte persone che ne adottano uno spessissimo ne adottano un secondo, un terzo e a volte anche un quarto! Sorridendo dice che è il galgo che adotta le persone e non il contrario… Le persone che si avvicinano a questa razza rimangono folgorati e hanno bisogno del continuo contatto di questo animale straordinario. Nonostante le apparenze di cane fragile, il galgo è molto resistente e le aspettative di vita sono di circa 15 anni. Il loro carattere straordinario consente ai malintenzionati di trattarli malissimo e nello stesso tempo aiuta i galgos a sopportare l’inferno e di voltare pagina una volta salvati. Si affidano alle persone e con grande nobiltà di animo non si lasciano abbattere dal passato disastroso.
Abbiamo la fortuna di passare alcuni giorni con Isabel e la seguiamo in tutto e per tutto. Riceve centinaia di telefonate ogni giorno da persone che hanno avvistato o trovato cani in difficoltà. Senza mai battere ciglio sale in macchina e macina chilometri per tutto il territorio spagnolo anche solo per salvarne uno. La sua capacità di mediare le permette di avere la fiducia i tutti e non si ferma davanti a nulla!
Le chiediamo dei viaggi. Almeno due volte al mese parte per altri stati europei per consegnare i cani che hanno trovato adozione e ci dice che in media percorrono 40.000 km ogni mese! Proprio il giorno dopo ha un viaggio per la Francia dove consegnerà 38 anime salvate e con le lacrime che le rigano il volto, ci dice che sono 38 anime che riscatteranno la loro vita. Il viaggio non le pesa, non le pesa fermarsi continuamente per vedere se hanno bisogno di essere puliti, di bere, di mangiare, senza dormire e alternandosi alla guida.
Solo il fatto che dopo tutto hanno trovato casa le danno una forza in più. Le piace vedere le foto dei suoi bimbi nelle loro rispettive famiglie… Se li ricorda tutti!
Tutte le persone che lavorano in Fondazione vengono contagiate da lei e hanno la sua stessa passione e spesso si portano i cani a casa in stallo. Hanno dedizione e amore verso tutte le creature indifese e insieme combattono ogni giorno. Si affezionano ad ognuno di loro e spesso dopo la partenza del furgone piangono e pranzano tutti insieme per festeggiare.
Ringrazia la sua famiglia che la supporta e la aiuta sempre.
L’intervista dura ancora parecchio e non è facile tramutare in parole l’emozione e la forza che ci ha trasmesso. Di seguito alcune foto della quotidianità di Isabel per il resto speriamo di lasciare a chi legge un segno e di prendere come esempio questa donna che non troviamo aggettivi per descrivere.
ISABEL GRAZIE DI ESISTERE!

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