REGGIO EMILIA, DUE ZEBRE IN FUGA DAL CIRCO TROVATE IN UN VIGNETO

REGGIO EMILIA, DUE ZEBRE IN FUGA DAL CIRCO TROVATE IN UN VIGNETO

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Scappate dal tendone “Darix Togni” di Rio Saliceto

Due zebre sono state recuperate oggi pomeriggio dalla polizia provinciale di Reggio Emilia, in un vigneto nella zona di Correggio. I due animali erano scappati verso l’ora di pranzo dal circo “Darix Togni” di Rio Saliceto. A dare l’allarme era stato lo stesso personale del circo, che si era subito messo all’inseguimento dei due esemplari. Quando le zebre sono finite nel vigneto recintato, nei pressi di San Martino Piccolo di Correggio, sul posto sono arrivati, oltre al servizio veterinario dell’Ausl, anche gli agenti della polizia provinciale che sono riusciti a ingabbiare le due zebre, molto mansuete, e poi a caricarle su un furgone del circo, senza neanche dover ricorrere al fucile narcotizzante.
Controlli a tappeto per verificare che i circhi si prendano realmente cura dei loro animali e rispettino la normativa vigente in materia di tutela della pubblica incolumità. E’ quanto torna a chiedere l’Enpa. “Prima la giraffa fuggita e soppressa ad Imola, poi i due elefanti di Roma ed ora le zebre del Reggiano, giusto per citare i casi più eclatanti; negli ultimi tempi gli episodi di questo tipo sono diventati frequenti – commenta l’Enpa -. Troppo frequenti per considerarli fatti isolati. A nostro avviso le fughe di animali dalle strutture rappresentano un serio indizio del fatto che spesso le insegne circensi non sarebbero in grado garantire condizioni minime di sicurezza a uomini ed animali”.
Per questo, secondo la Protezione animali, è fondamentale che in occasione dell’attendamento di una struttura le autorità competenti predispongano controlli accurati per verificare il rigoroso rispetto delle prescrizioni normative. Cosa, questa, che purtroppo non sempre avviene.
“Proprio per questo abbiamo dato incarico al nostro ufficio legale di intraprendere tutte le opportune iniziative affinché venga fatta chiarezza sulla fuga delle zebre ed affinché siano accertate eventuali responsabilità, sia da parte di chi lo deteneva ma, soprattutto, da parte di chi era chiamato a verificare la regolarità della struttura. E’ inaccettabile e inammissibile che si verifichino fatti del genere; la prossima volta non potremmo essere altrettanto fortunati – conclude l’associazione – e potremmo trovarci ad affrontare conseguenze ben più drammatiche, per gli animali ma anche per le persone”.

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