AUSTRALIA, LE COMPAGNIE MINERARIE MINACCIANO LA BARRIERA CORALLINA

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L’allarme lanciato da un rapporto dell’Unesco

Le associazioni ambientaliste chiedono uno stop immediato allo sviluppo attorno alla Grande barriera corallina al largo del Queensland, nel nordest dell’Australia. Lo fanno dopo un rapporto dell’Unesco, che esprime “estrema preoccupazione” per il futuro del parco marino di 230 mila kmq, incluso nella sua lista del patrimonio dell’umanità. In allarme le grandi compagnie minerarie, secondo cui il governo australiano non deve negare a chi vuole aprire nuove miniere il diritto di dimostrare che i loro piani sono “amici dell’ambiente marino”. Intanto, il premier conservatore del Queensland, Campbell Newman, assicura che il suo governo proteggerà l’ambiente ma, nello stesso tempo, non intende compromettere il futuro economico del suo stato.
Secondo il rapporto dell’organizzazione delle Nazioni Unite sulla gestione del parco marino, il rapido sviluppo costiero ne minaccia il valore come patrimonio ambientale, con il rischio che debba essere riclassificato come “in pericolo”, se non verranno introdotti cambiamenti di sostanza alla sua gestione entro il prossimo febbraio. Nessun altro sviluppo dovrebbe esserci senza una valutazione preliminare dell’impatto sullo stato di salute dell’area.
Ecco che la barriera corallina si trova “davanti ad un bivio” e ha bisogno della protezione governativa “non solo per gli australiani, ma anche per l’umanità nel suo insieme”, afferma il rapporto. In primo piano le preoccupazioni per i piani di espansione, che potrebbero quintuplicare entro un decennio le esportazioni di carbone dal Queensland e quindi il numero di navi in transito nella zona.
Secondo il portavoce di Greenpeace Ben Pearson, lo sviluppo vicino alla barriera è “fuori controllo. Vi sono 35 domande di approvazione di grandi progetti di sviluppo che saranno decise nei prossimi 18 mesi e che avrebbero impatto sulla barriera. Fortunatamente l’Unesco ha riconosciuto l’entità della minaccia e chiede azione urgente”. Infine, il ministro federale dell’Ambiente Tony Burke ha ammesso di non essere sorpreso delle conclusioni dell’Unesco e ha assicurato che il suo governo e quello del Queensland stanno già preparando una valutazione dell’area protetta.

Tag: ambiente, maltrattamenti, mare
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