CACCIA IN PIEMONTE, PRESIDIO CONTRO LO "SCIPPO" DEL REFERENDUM

sostienici donazionelibera

I promotori: la Regione fa a pezzi la legalità

Contro la decisione “liberticida ed autoritaria” della Regione Piemonte che “offende i sentimenti di chi crede nella libertà e nella partecipazione democratica”. E’ la motivazione del presidio indetto oggi, davanti a palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale, dal Comitato promotore del referendum regionale sulla caccia. Nel mirino l’ordine del giorno approvato dalla III Commissione consiliare, con il sì di tutti i principali partiti, per modificare la legge sulla caccia e quindi annullare il referendum atteso da 25 anni e già indetto per domenica 3 giugno. “L’intera popolazione, e non solo chi ha a cuore la sorte degli animali selvatici, – dice una nota del Comitato – dovrebbe protestare e chiedere il rispetto della legalità”. Ancora una volta, insistono i promotori, la Regione dimostra di avere molto più a cuore gli interessi di una minoranza (ricordiamo che i cacciatori rappresentano appena lo 0,6% della popolazione piemontese) rispetto a quelli più generali dell’ambiente naturale e della fauna selvatica. Ma, a questo punto, anche quelli della democrazia e della partecipazione.

Tag: caccia
Condividi su
Facebook
Twitter
WhatsApp
Email

Editoriale

Editoriale
LA “LAUDATE DEUM” E I PASSERI DELL’EVANGELISTA
di Danilo Selvaggi* “Laudate Deum”, la nuova Esortazione apostolica di Papa Francesco, rappresenta un aggiornamento dell’enciclica “Laudato si”, di cui ...
Torna in alto