DONNA AGGREDITA DA “LUPO”, ENPA: NECESSARIE ANALISI APPROFONDITE

L’Ente Nazionale Protezione Animali è addolorato per quanto accaduto a Palombaro, in provincia di Chieti, dove una signora e il suo cagnolino sarebbero stati aggrediti da un animale che si sospetta essere un lupo. Nell’augurare alla signora una piena e rapida guarigione, la Protezione Animali chiede che vengano condotte accurate verifiche, anche attraverso l’analisi genetica di eventuali reperti biologici, per accertare l’esatta dinamica dei fatti e identità dell’animale coinvolto. «Come unanimemente riconosciuto dalla comunità scientifica – spiega Enpa – a prima vista è impossibile distinguere alcune razze di cani da un lupo. Pensiamo, ad esempio a quanto sia facile confondere un esemplare di pastore cecoslovacco con uno lupo. Solo l’esame del DNA permette di accertare con assoluta e scientifica certezza la specie di appartenenza. Insomma, anche se in perfetta buona fede, l’occhio può ingannare». Lo conferma pure uno studio dell’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (Ispra) sugli eventi predatori denunciati in Italia tra il 2015 e il 2019. Per circa un terzo dei casi – 3.660 su circa 18mila, scrive l’Ispra – le autorità veterinarie non sono state in grado di stabilire con certezza se le predazioni fossero state compiute da un cane o da un lupo.

Sul caso di Palombaro, l’Ente Nazionale Protezione Animali invita tutti, autorità e istituzioni, alla massima cautela, anche perché secondo le prime ricostruzioni – una delle quali fatta proprio dal sindaco – il presunto “lupo” avrebbe avuto un comportamento anomalo per la sua specie. Ciò nonostante, come peraltro accaduto in altre circostanze, c’è stata una gran fretta di puntare il dito contro il grande predatore, non lasciando neanche il beneficio del dubbio e senza neanche attendere che venissero compiute tutte le opportune verifiche da parte delle autorità competenti. «Con l’evidente rischio che questa vicenda venga strumentalizzata per alimentare le campagne d’odio e gli allarmismi non solo contro i lupi, ma più in generale contro tutti gli animali selvatici. È una visione biocida che – conclude Enpa – non appartiene né a noi né alla maggioranza degli italiani, e che rispediamo con forza ai suoi sostenitori: lupi e orsi sono specie particolarmente protette e tali devono rimanere».

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