Green Hill, la difesa di Melosi che non lo difende

Green Hill, la difesa di Melosi che non lo difende

80
CONDIVIDI

Sabato scorso abbiamo diffuso un comunicato con il quale informavamo che nel dispositivo con il quale il Tribunale del Riesame di Brescia ha confermato il sequestro probatorio dei cani che escono dall’allevamento di Montichiari, sono stati citati da Green Hill tre veterinari, Marco Melosi, Massenzio Fornasier e Gianni Dal Negro http://www.lav.it/index.php?id=1972 come propri consulenti pronti a visitare gli animali.

Nella stessa serata l’Anmvi, associazione dei veterinari di cui Marco Melosi è presidente, ha tentato di “smentire” il nostro comunicato con uno proprio http://www.anmvioggi.it/rubriche/attualita/57358-il-presidente-dell-anmvi-non-e-consulente-di-parte-smentito-comunicato-lav.html nel quale sostanzialmente ha detto che “il Presidente dell’ANMVI non svolge e non ha svolto alcuna consulenza nell’ambito della vicenda giudiziaria di Green Hill”. Potevano dire: non è riuscito a svolgere, vista la vittoria degli animalisti.

Nel merito, però, altro che nostri “contenuti errati e privi di fondamento”. Tuttaltro. Nel dispositivo del Tribunale del Riesame c’è scritto: “Con istanza del 25-7-12 la difesa di Green Hill chiedeva al Pubblico Ministero di revocare il disposto affidamento dei cani beagle (…) con conseguenti danni irreparabili per la società. Ciò anche in vista del pronunciamento del Riesame (udienza fissata al 1-8-12) e per la necessità di garantire l’esame degli animali ai consulenti tecnici (dott.ri Melosi-Fornasier-Dal Negro) designati dalla difesa ex art.233, comma I, codice di procedura penale, autorizzati a recarsi presso l’allevamento”.

La patetica difesa di Melosi (che, prendiamo atto, non coinvolge quella di Fornasier, presidente di un’associazione di veterinari di settore che lavorano nella vivisezione, federata alla sua Anmvi, e Dal Negro) assomiglia molto a quella di un Ministro che due anni fa usava una casa di cui non sapeva di essere il proprietario. Provò a smentire ma….

Ma chissà che non esista un farmaco testato sui beagle di Green Hill capace di far tornare la memoria. Anche quella di un’associazione veterinaria che ha fatto da mosca cocchiera, con rispetto per le mosche e i cavalli, del rutilante carro degli interessi legati alla vivisezione già da diversi mesi, facendo da apripista contro l’approvazione in Senato dell’articolo 14 della Legge Comunitaria per lo stop definitivo ad allevamenti come Green Hill e il sostegno ai metodi di ricerca senza animali (articolo sul quale è a favore anche il Ministro della Salute). Si sono appellati financo al Presidente Napolitano… http://www.anmvi.it/395/appello-al-presidente-della-repubblica-salvaguardi-la-ricerca Per questo, ancora, non c’è stato alcun tentativo di smentita.

Cosa dicono i veterinari associati all’Anmvi? Sono contenti di essere in un’associazione di categoria contraria a pur minimi cambiamenti nella sperimentazione sugli animali , da un paio d’anni in prima fila contro chi gli animali li vuole tutelare http://www.nelcuore.org/blog/il-blog-di-gianluca-felicetti/item/con-chi-sta-il-veterinario.html?category_id=12  e che ha come Presidente un veterinario “designato dalla difesa di Green Hill”?

Commenti

commenti