"Io voto con il cuore", intervento alla presentazione di Milano

"Io voto con il cuore", intervento alla presentazione di Milano

57
CONDIVIDI

Gli animali, l’ambiente c’entrano con la politica, con la vita di tutti i giorni, con le scelte che ognuno fa in qualunque posizione geografica, professionale, istituzionale, si trovi.
Anche i prossimi parlamentari e i prossimi membri del Governo saranno chiamati a prendere decisioni sulla vita o sulla morte di milioni e milioni di animali.
Noi, per la prima volta in maniera unitaria, con tante associazioni, con il sostegno dei nostri soci e sostenitori, di coloro che aderiranno al Programma della Federazione Italiana Diritti Animali e Ambiente, “Io voto con il cuore” che ci permetterà di consegnare centinaia di migliaia di firme ai prossimi Presidenti del Consiglio dei Ministri, del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, gli chiediamo di impegnarsi concretamente per otto obiettivi, cambiamenti concreti, realizzabili, importanti. E ne dovranno rendere conto. Non passerà infatti mese nel quale non porteremo il Parlamento e il Governo a doversi schierare, li impegneremo in azioni fuori e dentro i Palazzi, pubblicizzando i dati di chi avrà votato a favore o contro una proposta.
Come abbiamo fatto anche nei precedenti cinque anni.

UN PO’ DI MEMORIA
Solo grazie alle azioni del movimento animalista, alla piccola ma combattiva rete di singoli parlamentari che speriamo di vedere rafforzata dalla prossima primavera, grazie alla nostra continua attività di rapporti Istituzionali, con la capacità e la forza data dai nostri sostenitori per cui chiunque, a prescindere dagli schieramenti politici, è applaudito se fa una cosa bene e viene fischiato se si schiera dall’altra parte, l’ultima Legislatura ha visto l’ottenimento di alcuni importanti risultati in un quadro macchiato, in particolare, dal rinvio dell’articolo 14 contro la vivisezione nella Legge Comunitaria 2011 e la chiusura per legge dell’allevamento dei beagle Green Hill, blocco operato da una inetta Commissione Affari europei del Senato.
La Legislatura si era però aperta a metà del 2008 con l’approvazione della Legge 130 di ratifica del Trattato Europeo firmato a Lisbona che contiene, all’articolo 13 della seconda parte delle disposizioni di applicazione generale, il riconoscimento degli animali come esseri senzienti e l’obbligo anche per gli Stati membri di tener conto di questo principio nelle proprie politiche.
Si è inaugurata quindi allora la stagione delle Ordinanze ministeriali con le quali il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini è intervenuta – anche grazie a un Tavolo permanente di confronto con le associazioni animaliste e le rappresentanze veterinarie – per cambiare radicalmente la definizione e gli interventi sull’aggressività dei cani (sull’argomento eravamo eredi dei dannosi pasticci Sirchia-Turco) e su temi quali l’anagrafe canina e i microchip (a proposito, questo atto è in scadenza a fine mese e Ministro-candidato e Sottosegretario attuali non hanno ancora dato risposta alle nostre richieste di rinnovo), temi come i palii con cavalli e asini, gli aspetti di benessere animale a seguito dell’anemia infettiva equina, il fenomeno dei bocconi avvelenati. Tanto hanno inciso queste nuove Ordinanze che contro alcune di esse vi sono stati ricorsi di allevatori di cani, Comuni pro-palii, produttori di collari elettrici. Si tratta di provvedimenti in parte tuttora in vigore, perlopiù positivi, che non hanno però visto la loro trasformazione in leggi come più volte promesso e annunciato da parte del Sottosegretario di allora.
Sempre in ambito del precedente Governo, le attività del Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla hanno visto l’ingresso, con la creazione di un “Comitato animal friendly”, della tutela degli animali in atti veicolati finalmente anche dall’ Associazione nazionale Comuni italiani, sull’accessibilità dei cani nelle strutture ricettive e la premiazione delle Feste locali che non usano o non hanno più utilizzato animali.
In quegli anni, sono stati decisivi gli interventi per scongiurare il peggioramento della legge sulla caccia con il via libera regionale “fai da te” alle deroghe per l’aumento delle specie da uccidere, dei territori e dei periodi in cui sparare, operati da Regioni sia di centrodestra che di centrosinistra.
Sono quindi state attuate le non avanzate direttive europee sulla “protezione dei polli allevati per la produzione di carne” (2007/43 con Decreto Legislativo 181/2010) e sulla “protezione dei suini in allevamento” (2008/120 con D.Lgs 122/2011).
Sulla protezione della fauna selvatica la direttiva europea 2009/147 ha visto luce con la Legge 96/2010 mentre il Decreto Legislativo 121 del 2011 ha inserito i non positivi articoli 727-bis e 733-bis del Codice penale in riferimento alla direttiva comunitaria 2088/99 sul danno ambientale.
Nel 2010 con l’articolo 49 del Decreto Legislativo n.47 siamo riusciti a far introdurre, bene e nei tempi dovuti, la disciplina sanzionatoria per le violazioni al Regolamento comunitario 1523/2007 che vieta commercializzazione, importazione ed esportazione di pellicce di cane e gatto e di prodotti che le contengono. Avendo l’Italia già fissato il principio legislativo sei anni prima con l’articolo 2 della Legge 189, a seguito di una prima Ordinanza ministeriale del 2001, è stata necessaria una integrazione alla normativa nazionale che così si è rafforzata. L’abbiamo proposta ed è stata approvata.
Qualche mese dopo, sempre su nostra iniziativa, l’articolo 49 della Legge 4 giugno 2010, n.96, la “Comunitaria 2009”, ha fissato le modifiche l’articolo 2 della Legge 189 del 2004 con le sanzioni per le violazioni al Regolamento europeo 1007/2009 sul commercio del prodotti derivati dalle foche. Anche in questo caso, la normativa nazionale di divieto che avevamo già ottenuto si è rafforzata.
Quindi nell’estate 2010 è entrata in vigore la nuova riforma del Codice della Strada, la Legge 120, che – accogliendo un nostro emendamento – ha equiparato il diritto di soccorso dell’animale ferito in un incidente a quello dell’umano, il trasporto di animali da operare urgentemente come “stato di necessità”, e ha legalizzato l’uso di lampeggiante e sirena per le ambulanze veterinarie e i mezzi delle Guardie zoofile. Il tutto rafforzato dal recente Decreto attuativo del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che fra l’altro indica al Ministero della Salute di prevedere la strumentazione dovuta nelle ambulanze veterinarie.
Con la legge 4 novembre 2010, n.201, frutto di una mobilitazione straordinaria lanciata dalla nostra associazione e dell’impegno del Ministro degli Esteri Frattini, si sono ottenuti tre risultati: la formale ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa per la protezione degli animali da compagnia che era in attesa dal 1987 con il divieto – in particolare – di taglio di code e orecchie ai cani (su questo tema sarà necessario che il prossimo Ministro della Salute non ceda al mondo del business dell’allevamento e della caccia), la previsione delle sanzioni contro il traffico dei cuccioli dall’Est europeo e l’irrigidimento delle sanzioni previste dagli articoli 544 bis (uccisione) e 544 ter (maltrattamenti) del Codice penale.
Approvata poi nel novembre scorso la riforma del Codice Civile che all’articolo 1138 fissa su nostra istanza il principio secondo cui “le norme dei regolamenti condominiali non possono vietare di possedere animali domestici”.
Tuttora aperte le implementazioni del Regolamento comunitario 1099/2009 sugli animali durante l’abbattimento per la macellazione (non è stato ancora presentato lo schema sanzionatorio di Decreto Legislativo) e il recepimento della direttiva 2010/63 sulla sperimentazione animale per la quale è stato tenuta ferma dieci mesi dalla Commissione affari europei del Senato la Legge Comunitaria 2011 con l’articolo 14 sui relativi criteri e vincoli per evitare una implementazione-fotocopia del negativo atto europeo. Atto che eravamo riusciti a far approvare dalla Camera con parere positivo di due Governi e della Commissione di merito del Senato, quella Sanità… Abbiamo già pubblicato nomi e cognomi di chi
si è schierato a favore e contro. Ed è importante sapere che il Presidente della Commissione Affari Europei e il relatore di quel provvedimento, di ambiti politici diversi, non sono oggi candidati in posizione eleggibile.
Per noi l’articolo 14, per gli animali e la vera ricerca che intende salvare, non è morto lo scorso dicembre. Come l’azione per l’obiettivo dell’abolizione della vivisezione, di cui l’articolo 14 e la rimessa in discussione dell’intera direttiva europea in corso con l’Iniziativa Europea dei Cittadini, sono importanti tasselli.

LA FORZA DEI CITTADINI UMANI PER I DIRITTI DEGLI ANIMALI
Siamo quelli che chiedono cambiamento ma hanno iniziato da sé stessi, cambiando consumi e scelte, come quelle alimentari che fanno bene alla salute, all’ambiente, agli animali.
La tutela degli animali, il rapporto di questi con la persona, la lotta all’abbandono e al randagismo, nonché il rispetto degli animali sono valori sempre più presenti nella società italiana – come testimoniano propria la recente vicenda “Green Hill” e l’indignazione generale per i casi di maltrattamenti portati alla luce dei media – su cui è necessario dare attenzione e risposte concrete.
Negli ultimi anni si è registrato l’aumento delle attività di volontariato a tutela degli animali, come dimostrato da studi demoscopici nonché dalle scelte operate dagli italiani nell’attribuzione della quota del 5 per mille per cui l’associazionismo animalista è complessivamente in costante crescita e ha due sue sigle fra le trenta in assoluto maggiormente preferite dagli italiani.
Questo impegno, oltre a rappresentare un valore in sé, corrisponde altresì alle esigenze di tutti quei cittadini, sempre più numerosi e assai spesso rappresentanti le fasce più deboli della società che trovano negli animali la loro unica o ultima compagnia, in questo modo rafforzando anche il ruolo sociale della vicinanza solidale con gli animali.
Eppure continuiamo a sentir dire che questi non sono argomenti importanti, c’è sempre qualcosa di più importante. Ma basterebbe prendere i titoli di una normale campagna elettorale per far capire, declinandoli “sugli animali”, la straordinaria normalità e il valore del nostro impegno.

Spesa pubblica: i Comuni spendono almeno 500 milioni di euro l’anno per canili in gran parte privati dove far marcire i cani senza controlli e veri e propri canili-lager. E le Regioni, tramite le Asl veterinarie non affrontano come si dovrebbe la prevenzione, cioè la sterilizzazione degli animali, anche negli ambiti previsti per legge, come le colonie feline.

Fiscalità: si può e si deve utilizzarla per disincentivare acquisti negativi come quelli degli animali, delle pellicce, delle armi da caccia, e rafforzare le detrazioni per le spese veterinarie di animali tenuti non a scopo di lucro, abbassare l’IVA di questi interventi così come del cibo per la stessa categoria. Non per gli animali sfruttati, allevati per farli morire.
Lavoro: gli animali e la loro tutela rappresentano sempre di più possibilità di lavoro e offrono nuove professioni. Dalla medicina veterinaria alle scienze naturali e biologiche, dai dog sitter all’educatore cinofilo, agli etologi ai guardiaparco.

Legalità: che il traffico degli animali sia il secondo commercio fuori legge al mondo significa qualcosa? E cosa dire della zoomafia delle macellazioni clandestine, della pesca illegale, del mercato degli uccelli protetti e delle corse dei cavalli per le scommesse gestite dalla malavita organizzata? Sono reati contro tutti, non solo contro gli animali. Alcune aree del Paese per mesi sono di fatto chiuse al controllo delle Forze di polizia perché soggette alla supremazia, dalle valli bresciane alla piccole isole tirreniche, della malavita delle trappole per animali. Le forze di Polizia impegnate a far rispettare le leggi non hanno personale e mezzi a sufficienza.

Sicurezza: si può vivere in un Paese che per diffondere l’uso delle armi consente fin dagli anni ’30, l’ingresso senza permesso ai cacciatori – e solo a loro – nei fondi privati? E come commentare le vittime umane della caccia, diverse decine ogni anno, e sulle campagne trasformate da settembre a gennaio in un teatro di guerra? E sull’uso dei bocconi avvelenati, una minaccia davvero per tutti?

Ricerca: mentre nel resto d’Europa rappresenta un capitolo di occupazione pulita e duratura, da noi la sperimentazione scientifica senza animali è ancora considerata poco più di un passatempo. Da vent’anni una legge prevede corsi di studio nelle Università, mai realizzati. I nostri giovani ricercatori perdono anche questo treno di nuove strade di lavoro e aggiornamento.

Salute: mucca pazza e influenza aviaria non hanno insegnato, passata la paura sui media, che è necessario ripensare il sistema d’allevamento, crudele per gli animali e a neanche tanto salutare per gli umani.

L’esame di punti chiave di una campagna elettorale vuole far comprendere che “occuparsi di animali”, così come nei secoli hanno fatto personaggi da Gandhi a Leonardo da Vinci, significa occuparsi della vita di tutti i giorni.
E far capire che la “lente” animalista – “grandioso movimento storico”, come ci ha definito Norberto Bobbio – legge la necessità di un cambiamento in grado di abbattere i confini tra le specie e nel contempo riesce a far muovere la stragrande maggioranza degli italiani sulla base dell’empatia, della condivisione di valori importanti. A cambiare e in meglio la nostra società interspecifica.

LE NOSTRE OTTO PROPOSTE PER CAMBIARE
Per questo i programmi – e a noi non mancano le proposte di merito, sono otto i grandi temi che presentiamo oggi – sono importanti:
-il riconoscimento nella Costituzione del principio della tutela dell’ambiente e del valore del rispetto degli animali, la modifica del Codice civile che riconosca gli animali come esseri senzienti , il rafforzamento nel Codice penale delle previsioni contro i reati a danno degli animali
– lo stop alla vivisezione e il sostegno ai metodi sostitutivi di ricerca
– il contrasto all’abbandono e al randagismo anche attraverso misure per facilitare la vita con gli animali domestici
– la disincentivazione degli allevamenti, l’obbligo di stordimento prima della macellazione e la promozione di scelte alimentari senza prodotti di origine animale
– il rafforzamento della protezione degli animali selvatici in natura, le aree protette, lo stop alla caccia
– il divieto di allevamento di animali per pellicce e di uso di animali per feste e palii
– la trasformazione di zoo, acquari e delfinari in centri di recupero degli animali sequestrati e maltrattati, il divieto d’uso degli animali nei circhi e il sostegno agli spettacoli circensi umani
– l’azzeramento del consumo del suolo, la tutela del paesaggio, lo sviluppo delle energie rinnovabili, la bonifica dagli inquinamenti e la vivibilità delle città

Per questi temi vi sono proposte di legge già pronte da far presentare ai prossimi parlamentari e da sottoporre al Governo per farne anche un’iniziativa dei nuovi Ministri.

Questi programmi, questi obiettivi per essere realizzati hanno bisogno di gambe per muoversi e di interpreti che siano in grado di realizzarli all’interno delle Istituzioni. Chi farà il Ministro o il Sottosegretario, alla Salute, alle Politiche Agricole, all’Ambiente, chi siederà nelle rispettive Commissioni parlamentari: sono anche questi gli obiettivi che devono vederci in prima fila.

La speranza, è stato scritto, ha due figli preziosi: si chiamano indignazione e coraggio. C’è grande bisogno che almeno una parte del primo figlio, e di indignazione ce n’è tanta, si trasformi nel secondo.

Il coraggio di scegliere ciò che proponiamo nell’Appello ai partiti, alle liste, ai candidati alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio.
Ben consci dei grossi limiti di questo sistema elettorale a “liste bloccate” e del posizionamento di questo o di quel candidato, positivo o negativo, in posizione eleggibile o
meno rispetto al presunto voto di lista.
LE FIRME D’IMPEGNO, LORO E NOSTRE

Da oggi questo Appello è sottoscrivibile da tutti i candidati di buona volontà.

Vigileremo affinchè le promesse si trasformino in fatti, così come abbiamo fatto nelle precedenti Legislature anche con l’Intergruppo Parlamentare Animali. Un’unione, su singoli obiettivi, trasversale, di tutti i parlamentari e gli esponenti di Governo che vorranno condividerli. Senza preclusioni e misurando tutti sugli impegni effettivamente dichiarati e perseguiti.
E per dare ancora più forza, sui nostri siti web e nelle piazze raccoglieremo le firme di sostegno ad altrettante proposte di legge parlamentari e disegni di legge del Governo, le cui firme consegneremo a luglio a quelli che saranno il nuovo Presidente del Consiglio e i nuovi Presidenti di Camera e Senato. Con un incessante lavoro di informazione su quanto riusciremo a fare e avverrà nelle Commissioni parlamentari, nelle Aule, nei Ministeri.

Per poter applaudire pubblicamente chi si schiererà a favore di queste scelte civili e stigmatizzare, segnalare, all’opinione pubblica chi proporrà atti e chi voterà leggi per uccidere di più e meglio gli animali. A prescindere dal suo partito d’appartenenza.

C’è un Paese reale che attende finalmente ascolto, confronto, reale rappresentanza, Risposte concrete. Che possono e devono essere date nella nuova Legislatura. Assieme, e l’iniziativa della Federazione Italiana Diritti Animali e Ambiente lo dimostra, ce la possiamo fare.

Commenti

commenti