ASSOCIAZIONI: GALLETTI APRE A UCCISIONE ORSO, NOI INASCOLTATI

ASSOCIAZIONI: GALLETTI APRE A UCCISIONE ORSO, NOI INASCOLTATI

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“Ministro asservito alle posizioni della politica”

Dopo quanto dichiarato ieri dal Ministro Galletti e dopo non avere avuto alcun riscontro alla richiesta di aprire un tavolo di confronto, le associazioni prendono atto che il titolare dell’Ambiente ritiene più proficuo relazionarsi con chi finora, con una politica fallimentare, ha dimostrato tutta la sua incapacità nella gestione orsi, escludendo il sentire della stragrande maggioranza dei cittadini italiani rappresentato dalle associazioni ambientaliste ed animaliste portatrici di un chiaro interesse pubblico. Aprendo alla possibilità di uccidere gli orsi “pericolosi” e di catturare quelli “dannosi”, il Ministro sembra invece aver fatto proprie le posizioni dei politici trentini, personaggi tristemente noti per l’evidente incapacità politica di gestire con preparazione, razionalità, informazione e scienza una situazione evidentemente sfuggita di mano, come dimostra il fatto che ad oggi non si sa che fine abbiano fatto alcuni orsi, non monitorati e non dotati di radiocollare. Tutto questo mentre – è doveroso ricordarlo – i cittadini stessi pagano una cifra esorbitante proprio destinata alle provincie autonome.
«Nei fatti – spiegano le associazioni – le dichiarazioni del Ministro condannano ad essere catturati e reclusi, se non addirittura uccisi, quegli esemplari di orso che, non si sa bene da chi e in base a quali parametri, vengano considerati “dannosi” o “pericolosi”. Tale posizione rappresenta, come è evidente, una drammatica sconfitta per il nostro Paese, per la biodiversità e per la stessa democrazia, che prevede partecipazione e condivisione dei processi decisionali. Una condivisione tanto più necessaria in quanto la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica, lo dimostra la mobilitazione a difesa di Jurka, Daniza e di tutti gli altri orsi a rischio, è chiaramente schierata in difesa dei plantigradi. Gli italiani infatti non vogliono una natura “di plastica” con praticelli, teleferiche, alberghi di lusso e animali rinchiusi nei recinti; una soluzione – questa – verso cui spingono forti interessi economici.»
Secondo le associazioni è estremamente rischioso e grave che il titolare dell’Ambiente con le sue dichiarazioni abbia “sdoganato”, in materia di gestione faunistica, concetti nebulosi e non definibili quali il riferimento alla dannosità e alla pericolosità degli esemplari di orso per classificare comportamenti che, non solo per i plantigradi, ma per qualsiasi altro selvatico, sono del tutto naturali. «Se si dovesse prestare fede alla parole di Galletti un orso che mangia la mela di un frutteto sarebbe un animale dannoso, meritevole quindi di essere catturato e poi recluso in un luogo non meglio specificato. Così come – osservano le associazioni – una mamma che difende i suoi piccoli da un possibile aggressore, il quale potrebbe aver volontariamente disturbato la famiglia, rappresenterebbe un pericolo per la popolazione. Tra l’altro è doveroso sottolineare come in tutte queste situazioni, specie nei casi di presunte aggressioni contro le persone vi siano sempre un unico testimone (la “vittima”) ed un’unica versione dei fatti.».
Insomma, quanto sta accadendo con gli orsi ricorda fin troppo le vicende di quelle persone finite sotto processo nei regimi totalitari; imputati per i quali la sentenza – in genere di condanna a morte – era già scritta ben prima del giudizio.

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