QUANDO IL CANE ABBAIA

QUANDO IL CANE ABBAIA

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Abito in un condominio, il mio cane abbaia ed i miei vicini si lamentano, come devo comportarmi?

Il buon senso, il rispetto e la tolleranza reciproca sono elementi indispensabili per una serena convivenza e devono indirizzare opportunamente la valutazione sull’abbaiare dei cani o sul miagolio dei gatti. Tali comportamenti dei nostri amici animali non sono certamente da considerare integranti di per sé il reato di disturbo della quiete pubblica (art. 659 c.p.), se non esclusivamente nei casi in cui i rumori prodotti siano costanti, acuti, specialmente nelle ore di riposo, e concretamente atti a disturbare la generalità dei vicini e non un numero limitato di essi. Questo perché anche il codice civile (art. 844 c.c.) si limita a stabilire che i rumori possono essere vietati solo se superano la soglia della “normale tollerabilità”, un termine volutamente generico che rimanda alla media sensibilità delle persone che vivono nell’ambiente ove i rumori fastidiosi vengono percepiti, nella considerazione che non può essere in alcun modo negato al cane il diritto di abbaiare, così come al gatto di miagolare, in quanto diritti essenziali di questi animali, rispondenti alle loro caratteristiche etologiche. Anche la Suprema Corte di cassazione (sentenza n. 7856 del 2008) ha rilevato che risulta impossibile coartare la natura dell’animale al punto da impedirgli del tutto di abbaiare, certamente non negando che il proprietario o detentore dell’animale debbano occuparsi della sua educazione.
Dunque l’illecito penale non sussiste allorquando i rumori arrechino disturbo ai soli occupanti di un appartamento, all’interno del quale sono percepiti, e non ad altri soggetti abitanti nel condominio. Nell’ipotesi di disturbo di definite persone, ad avviso di alcune pronunce giurisprudenziali, può configurarsi illecito civile, come tale fonte di risarcimento di danno, ma non la violazione penalmente sanzionabile (Cass. Pen. Sez. I, 11 luglio 2012, n 27625; Cass. pen. Sez. I, 5 febbraio 1998, n.1406).
Dunque, è opportuno che il comportamento del proprietario o detentore sia improntato sempre alla massima diligenza e scrupolosità, stante anche il fatto che, nonostante la diffusione di una nuova sensibilità in base alla quale gli animali di affezione, in quanto esseri senzienti, sono considerati veri e propri membri della famiglia, la medesima Corte di Cassazione, in una recentissima pronuncia (Cass. Pen. Sez. 3 n. 54531 del 22/12/2016, ha legittimato il sequestro preventivo dei cani di una condomina indagata per i reati di getto pericoloso di cose e disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone.

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