BOCCONI AVVELENATI, CHE FARE?

BOCCONI AVVELENATI, CHE FARE?

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Che fare se il mio cane viene avvelenato?

Il proprietario o il responsabile dell’animale, deceduto a causa di esche o bocconi avvelenati o che abbia manifestato una sintomatologia riferibile ad avvelenamento, deve senza indugio segnalare l’episodio ad un medico veterinario che emetterà la diagnosi di sospetto avvelenamento, corredata da referto anamnestico, dandone poi immediata comunicazione al sindaco, al servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale e all’Istituto zooprofilattico sperimentale territorialmente competente.
Ciò è indispensabile per consentire al sindaco di disporre l’apertura di un’indagine da effettuare in collaborazione con le autorita’ competenti. Ancora il sindaco, entro quarantotto ore dalla ricezione del referto dell’Istituto zooprofilattico, dovrà provvedere ad individuare le modalità di bonifica del luogo interessato, anche con l’ausilio di volontari, guardie zoofile o nuclei cinofili antiveleno e organi di polizia giudiziaria, nonché a segnalare, con apposita cartellonistica, la sospetta presenza nell’area di esche o bocconi avvelenati e a intensificare i controlli da parte delle autorità preposte nelle aree considerate a rischio sulla base di precedenti segnalazioni.
E’ quanto dispone la versione più recente dell’ordinanza più volte reiterata dal Ministero della Salute, in vigore per un anno a partire dal 13 giugno 2016, che contiene “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”.
La regolamentazione in materia nasce allo scopo di garantire un maggior controllo del fenomeno per ridurre l’incidenza degli episodi di avvelenamento, episodi gravi in quanto la presenza di veleni o sostanze tossiche abbandonate nell’ambiente rappresenta un serio rischio per le persone, in particolare per i bambini, nonché causa di danni, talvolta irreparabili, agli animali, ivi comprese le specie in via d’estinzione, e all’ambiente.
L’adozione di analoghe ordinanze ministeriali anche nel corso degli anni passati ha consentito l’individuazione dei responsabili che sono stati perseguiti ai sensi dei vigenti articoli del codice penale: 440 (Adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari), 544-bis (uccisione di animali), 544-ter (maltrattamento di animali), 638 (uccisione e danneggiamento di animali altrui). Dunque, la segnalazione da parte del proprietario dell’animale avvelenato o dell’ente gestore territorialmente competente o del sindaco per gli animali selvatici e domestici senza proprietario, oltre ad essere indispensabile al fine dell’attivazione della descritta procedura di allerta, può risultare altresì utile in quanto deterrente per ulteriori atti criminosi.

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