ANIMALI E “TENUITA’ DEL FATTO”

ANIMALI E “TENUITA’ DEL FATTO”

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Nel caso di reati con pene detentive basse, come quelli contro gli animali, che effetto può avere l’applicazione della “non punibilità per tenuità del fatto”?

Il Decreto Legislativo 16 marzo 2015, n. 28, ha introdotto l’art. 131 bis c.p. che prevede il nuovo istituto della non punibilità per particolare tenuità del fatto allo scopo di una rapida definizione, tramite archiviazione o proscioglimento, dei procedimenti penali instauratisi nei confronti di coloro che hanno commesso fatti di “scarsa gravità”.
In altri termini, l’applicazione dell’istituto può portare all’archiviazione del procedimento prima ancora che si arrivi al processo vero e proprio o ad un proscioglimento in fase di giudizio, pur rimanendo fermo il risarcimento in sede civile alla vittima del reato. Ciò tuttavia non avviene automaticamente poiché spetta sempre al giudice valutare se, nel caso concreto, ne ricorrano le condizioni. Infatti, il giudice, nel caso di reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, o la pena pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena, dovrà tener conto dei criteri dettati dall’art. 131 bis c.p. sulla tenuità dell’offesa e sulla non abitualità del comportamento. In particolare, per quanto riguarda l’offesa, è previsto che essa non possa essere considerata di particolare tenuità quando l’autore ha agito per motivi abietti o futili, o con crudeltà, anche in danno di animali.
Ciò tuttavia non esclude che nel caso di reati contro gli animali possa essere applicato il nuovo istituto. Proprio al fine di non creare pericolosi vuoti di tutela, sarebbe auspicabile l’approvazione di una modifica contenuta nella proposta di legge n. 3005 a firma dell’on. Brambilla che prevede esplicitamente che l’offesa non può essere considerata di particolare tenuità quando la condotta criminosa ha cagionato o da essa sono derivate, quali conseguenze non volute, la morte o le lesioni gravissime di un animale.
Ancora, dal punto di vista procedurale, all’articolo 411 c.p.p., comma 1 bis, è espressamente previsto che il pubblico ministero dia avviso della richiesta di archiviazione per particolare tenuità del fatto alla persona sottoposta alle indagini e alla persona offesa che possono presentare opposizione alla stessa.
Orbene, affinchè non si crei un vulnus del diritto di difesa quando si perseguono i delitti contro gli animali, considerata la peculiarità dell’interesse protetto dalle norme penali -che non è solo il sentimento di pietà per gli animali ma anche indirettamente l’animale in sé e per sé- si ritiene indispensabile che la Procura notifichi in ogni caso la suddetta richiesta di archiviazione ad un Ente di cui all’articolo 19 quater disp. coord. trans. c.p. che evidentemente surroga la capacità processuale della reale vittima del reato che è l’animale.

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