PIANO LUPO, GALLETTI TORNA A DIFENDERE LE DEROGHE

PIANO LUPO, GALLETTI TORNA A DIFENDERE LE DEROGHE

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“Il Piano Lupo prevede 22 azioni di conservazione: misure per la prevenzione dei danni da predazione, nucleo antibracconaggio composto dai Carabinieri forestali e dalle polizie locali, l’addestramento di cani al rilievo di bocconi avvelenati, le vaccinazioni dei cani randagi per ridurre l’ibridazione con i lupi e le predazioni altrimenti spesso attribuite ai lupi, oltre ad una piu’ stretta regolamentazione dello strumento delle deroghe al divieto generale di rimozione gia’ previsto dalla legislazione vigente. Tali deroghe, infatti, sono autorizzabili solo a seguito di precise condizioni e in piena conformita’ con la normativa comunitaria e nazionale. Esse non rappresentano assolutamente l’apertura della caccia al lupo o un mezzo di controllo della specie, trattandosi, peraltro, di attivita’ vietate per legge”. Cosi’ il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, rispondendo ad un’interpellanza alla Camera. “Il Piano- precisa il ministro- a fronte di una serie di strumenti che sono quelli delineati nelle 22 azioni, non preclude in via assoluta la possibilita’ del ricorso ad una deroga, che in particolari situazioni critiche potrebbe rappresentare l’unico strumento risolutivo, a condizione che siano stati soddisfatti tutti i prerequisiti previsti”. Tali prerequisiti consistono nella richiesta di deroga avanzata dall’Amministrazione regionale, “che quindi- continua Galletti- ha il pieno controllo sull’attivazione del processo; la documentazione prodotta dalla Regione che attesti lo stato favorevole della popolazione del lupo e la non incidenza della deroga sulla conservazione della popolazione stessa; la documentazione prodotta dalla Regione che attesti la messa in opera delle piu’ idonee misure di prevenzione e di controllo del randagismo canino; la documentazione prodotta dalla Regione che attesti l’assenza di altre soluzioni valide; la documentazione prodotta dalla Regione sull’attuazione delle misure di competenza previste dal Piano”. Sulla base di quanto detto, Ispra “e’ chiamata ad una valutazione caso per caso e deve accertare la sussistenza di tali requisiti e la piena rispondenza delle condizioni fissate dalla normativa vigente per questo tipo di deroga”. Solo a seguito del parere di Ispra, “il Ministero puo’ autorizzare la rimozione di singoli individui, in un contesto che deve mantenere un carattere di eccezionalita’”, termina Galletti.

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